Ad di Maccarese spa: “Le nostre scelte sostenibili fra crisi dei prezzi e inflazione”

La sostenibilità passa per il valore della sovranità alimentare. Ne è convinto Claudio Destro, ad di Maccarese S.p.a, azienda agricola di Fiumicino (Roma) tra le più estese d’Italia e tra le prime ad aver portato avanti obiettivi e opportunità dell’economia green. Polo di formazione per lo sviluppo agro zootecnico, dispone di uno dei maggiori allevamenti di vacche da latte ed è leader nazionale della coltivazione delle mandorle. Per loro, in collaborazione con Romagna Impianti srl, utilizza l’agricoltura di precisione, con i sensori per l’evapotraspirazione del terreno e le centraline di monitoraggio per la bagnatura fogliare. Una storia di produzione sostenibile, che l’azienda è determinata a portare avanti, nonostante la crisi legata ai contraccolpi della guerra in Ucraina e all’emergenza siccità.

Quali sono le scelte sostenibili di Maccarese Spa?

«Abbiamo scelto di ottenere la certificazione ambientale Iso 14001 nel 2008 quando ancora non c’era tutta questa attenzione all’ambiente. Siamo una delle rare aziende agricole che pubblica sul proprio sito la pagina della sostenibilità e il codice etico. L’anno scorso abbiamo modificato lo statuto in Società Benefit, impegnandoci alla salvaguardia dell’ambiente e al miglioramento del territorio. Stesso impegno assunto a seguito dell’adesione all’iniziativa del Global Compact delle Nazioni Unite, ottenuta a luglio 2021 – unica azienda agricola – per rispettare i principi e i diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e nella lotta alla corruzione. Sosteniamo poi pratiche agricole attente all’ambiente, come il riutilizzo di materiali derivanti dalla zootecnica per la generazione di energia ad uso interno attraverso impianti di biogas. Nella zona di Maccarese inoltre, abbiamo valorizzato aree ad alta valenza naturalistica, concedendo gratis al WWF 500 ettari di macchia umida e di macchia mediterranea trasformate dall’ente in quattro oasi naturalistiche».

E per quanto riguarda i prodotti?

«Utilizziamo prodotti a basso impatto ambientale facendo uso della lotta integrata. La piantumazione di 220mila piante di mandorlo che abbiamo messo a dimora in 3 anni per una superficie di 120 ettari attorno al centro abitato di Maccarese testimonia la consapevolezza che i trattamenti impiegati non impattano sulla comunità. Inoltre, abbiamo seminato sui bordi dei campi essenze che attirano le api e gli insetti pronubi».

Come fronteggiate l’aumento dei costi energetici e delle materie prime?

«Da sempre, per tutelarci dalle speculazioni, acquistiamo materie prime con contratti a termine, per cui abbiamo contenuto i costi all’interno di un range sostenibile. Provvidenziale è stata anche l’installazione di un impianto fotovoltaico sui tetti delle stalle per l’autonomia del consumo di energia. Siamo però preoccupati per l’aumento dei prezzi di fertilizzanti e gasolio che non si arresta».

State risentendo dell’inflazione?

«I prezzi per noi sono aumentati non per l’inflazione ma per fattori esogeni geopolitici e per la siccità che si trascina da alcuni anni e che la politica internazionale non ha mai voluto affrontare. Il fatto di dipendere dall’estero per l’approvvigionamento di fertilizzanti, materie prime e prodotti energetici ha contribuito all’esplosione dei prezzi».

Previsioni per i prossimi mesi?

«Ci saranno le stesse turbolenze dei mercati. I Paesi comprenderanno il valore della sovranità alimentare individuale che mai è stata critica come in questi ultimi 3 anni dalla pandemia alla guerra. Se questo accadrà ci sarà restituita la dignità al lavoro che meritiamo, con prezzi di vendita sostenibili».

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