Acqua e castagne, Premilcuore borgo gioiello

Un professionista pluristellato del turismo sostenibile. Così si presenta oggi Premilcuore, piccolo borgo ma con un palmarès di certificazioni e riconoscimenti che ne fanno un prezioso punto di riferimento per la promozione di un nuovo modo di intendere la promozione del territorio, preservandone le caratteristiche storiche e naturali. Borgo medievale che ha ben conservato il suo fascino antico, con la sua rocca suggestiva e la rinascimentale Pieve di San Martino all’Oppio. Punto di accesso per il Parco delle Foreste casentinesi, Monte Falterona e Campigna, sul versante della valle del fiume Rabbi, in un complesso forestale plurisecolare, ricco di biodiversità. Il Rabbi è la linfa di questo territorio, con grotte affascinanti, cascatelle e piccole pozze circondate da massi levigati. Accoglie in una sua ansa il borgo e il suo castello. Si lascia attraversare dai ponti e ponticelli, fra i quali il suggestivo ponte romano. E si incastona fra le alture circostanti, un tempo abitate dagli uomini – come dimostrano i tanti ruderi di antichi insediamenti – e ora casa del lupo appenninico. Lungo il fiume sorgono gli antichi mulini, ancora attivi, per la produzione di farine da cereali o castagne.

Questo territorio così ricco si rende pienamente disponibile a chi vuole esplorarlo, a piedi, in bicicletta o a cavallo, con un’ampia rete sentieristica. Tutte le informazioni sono disponibili grazie a un punto dedicato, in un ben attrezzato centro di accoglienza turistica. Il centro visite include anche un Museo della fauna del Crinale romagnolo.

Premilcuore si è così guadagnata la Bandiera arancione, riconoscimento del Touring Club, per l’efficienza dei suoi servizi turistici. E la buona cucina locale non delude il turista.

Il castagnaccio, il bostrengo romagnolo e i tortelli alla lastra. Ma anche il raviggiolo, formaggio fresco di latte vaccino o, talora, di pecora o capra, che fa di Premilcuore uno dei presidi Slow food per salvaguardare la produzione di questo antico prodotto caseario, attestata già nel XVI secolo.

Ma non si promuove un territorio senza difenderlo e proteggerlo.

Per questo Premilcuore si è impegnato a seguire un modello di turismo che sia sostenibile e a tutela di un’area dal delicato equilibrio ambientale e socio-culturale. E ora questo è certificato dalla Carta europea del turismo sostenibile (Cets). Aver acquisito questa certificazione è per Premilcuore un importante riconoscimento di quanto già fatto per implementare processi trasparenti di partecipazione e condivisione fra istituzioni locali, operatori del settore turistico e associazioni di categoria. Ma è anche un importante impegno per il futuro, per mantenere e incrementare le buone pratiche avviate.

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