Accoppiamento fra squali toro all’Acquario di Cattolica Video

Non è stata certo una scena comune quella cui hanno assistito i visitatori più mattinieri dell’Acquario di Cattolica qualche giorno fa: quello che sembrava un combattimento all’ultimo sangue era in realtà un corteggiamento appassionato che si consumava nella vasca centrale della struttura romagnola Costa Edutainment. 

Agli occhi dei presenti si è svelato uno dei segreti più intimi della natura: un accoppiamento fra i grandi squali toro. Un evento naturale, che però a noi umani appare estremamente cruento a causa della particolarità del rituale, che avviene… a morsi.  

Per manifestare il suo interesse, il maschio del Carcharias taurus azzanna la femmina. Se le avances sono accettate, la femmina si predispone con il ventre verso l’alto, per dare modo al maschio di fecondarla con uno dei due organi chiamati pterigopodi, due pinne arrotolate che hanno il compito di versare il seme all’interno del corpo della compagna.  

Come si feconda un essere che nuota in continuazione? La risposta è: con i denti, con i quali il maschio blocca la femmina fino a che l’atto non è compiuto, dopodiché ci si tornerà a ignorare come prima. Gli squali, infatti, non formano coppie e non hanno cure parentali, cioè non accudiscono i piccoli, che se la devono sbrigare da soli già prima di nascere.  

Nonostante produca ventimila uova, la femmina metterà al mondo un unico piccolo. Se più uova vengono fecondate avviene il cosiddetto “cannibalismo intrauterino”: lo squaletto più forte divora i fratelli nel ventre materno, per nascere già predatore e con maggiori possibilità di sopravvivere. 

A differenza dei vampiri dei film, che seducono con un morso ma conservano canini scintillanti, al maschio di squalo fare il rubacuori può addirittura costare i denti, che restano conficcati nel corpo della femmina. Tutto regolare: la dentatura degli squali toro non ha radici, proprio perché per un predatore avere denti al massimo dell’efficienza è fondamentale. Ogni dente che cade è sostituito da un acuminato dente nuovo, già pronto.  

Morsi amorosi e cannibalismo non fanno che amplificare la fama di pericolosi predatori degli squali, in realtà creature minacciate con alcune specie a rischio estinzione. Fra le cause, inquinamento, pesca incontrollata e lo spietato finning, ovvero la caccia alle pinne, prelevate dall’animale ancora in vita, perché considerate un toccasana afrodisiaco in alcune culture. Contro il finning l’Acquario di Cattolica combatte da sempre, facendo divulgazione con scuole e pubblico. La campagna relativa, squaloanchio è parte di un progetto di più vasto, raccontato nel sito web dedicato: www.salvaunaspecie.it  

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