“Acchiappavirus”, superlavoro per la ditta Eco Busters di Imola

IMOLA. Correva l’anno 1984 quando il termine “Acchiappafantasmi” entrò nel vocabolario quotidiano degli italiani grazie alla traduzione di Ghostbusters, un film che riscosse grande successo e stuzzicò la fantasia di tutti. Oggi i fantasmi non fanno più paura a nessuno e se c’è qualcosa da cercare, inseguire, stanare e magari scacciare, questi, purtroppo, risponde al nome del nemico invisibile, il Covid-19. A Imola c’è una realtà, attiva già dal 2009 nel campo delle disinfestazioni, che sta svolgendo un grande lavoro da settimane proprio per rispondere alla nuova esigenza di pulizia locali. Parliamo della Eco Busters, alla lettera “cacciatori ecologici”, ideata, fondata e diretta da Antonio Curia: «Sì, in questo periodo ci stiamo dedicando tantissimo alla disinfezione da Covid-19 – ecco le sue parole –, che si svolge con l’utilizzo di virucidi e disinfettanti appositi. Queste sostanze vengono immesse nell’aria attraverso una sorta di aerosol, così da saturare l’ambiente. Ce lo stanno chiedendo un po’ tutti, compresi enti, grandi aziende e forze dell’ordine. Da alcuni andiamo anche due volte a settimana, altri invece vogliono un intervento mirato e unico prima della ripresa dell’attività, come del resto impongono le nuove leggi in merito. Giusto ricordare che la disinfezione è diversa dalla sanificazione, questa avviene con alcool e disinfettanti su maniglie, mouse, oggetti dell’ufficio e del luogo di lavoro e viene svolta fino a due volte al giorno anche dai privati o da imprese di pulizia».

Clienti importanti

La lista dei clienti della Eco Busters è importante e le operazioni richiedono tempistiche e modalità da specificare: «Negli ambienti piccoli, diciamo fino a 300-500 metri quadri, mandiamo quasi sempre un tecnico solo, con atomizzatore a spalla per “sparare” i virucidi o il cloro secco. Per gli spazi più grandi, e parliamo anche di migliaia di metri quadri, allora inviamo una squadra con due tecnici e atomizzatori montati sui pick-up. Gli operatori, chiaramente, hanno tutti i dispositivi di sicurezza del caso, quindi calzari, mascherina, tute e guanti. Spesso lavoriamo dopo la chiusura dei nostri clienti o nel weekend, perché l’effetto aerosol produce una particolare nebbiolina, che si deve depositare. Poi bisogna arieggiare per bene gli ambienti».

La Eco Busters, nel cui stemma ispirato al film al posto del fantasma è disegnato un topolino, da tempo lavora davvero senza sosta: «Ci stanno chiamando un po’ tutti – continua Curia –. In 4-5 giorni abbiamo dovuto disinfestare le caserme e le macchine della Guardia di Finanza dell’Emilia-Romagna, lo stesso è successo con le carceri, poi lavoriamo sistematicamente con Sacmi, Cefla, Imola, Imola Legno, Banca di Imola e Cnr Bologna. Abbiamo svolto, ad esempio, la disinfezione al Comune di Medicina, in piena zona rossa. I ritmi sono pesanti, ho 15 dipendenti e presto ne assumerò un altro per stare dietro alle richieste. Molti si improvvisano in questo lavoro, usando magari prodotti non registrati, da noi è tutto certificato e i costi non mancano, il virucida ad esempio viene 200 euro al kg, senza dimenticare le attrezzature, che periodicamente vanno cambiate e prima ancora rispettate con i dovuti tempi di raffreddamento».

Il futuro per la Eco Busters, però, non sarà legato solo al Coronavirus: «Andremo avanti con le nostre attività tradizionali, quindi trattamenti antizanzare, contro le formiche e altro. Poi a fine 2020 speriamo di trasferirci nella nuova sede. Abbiamo comprato a gennaio all’asta il lotto 3 della 3Elle , quello della sala conferenze, e da via Togliatti ci sposteremo lì. Il Coronavirus? Credo che ci accompagnerà ancora per un paio di anni, ma la disinfezione resterà anche dopo, come trattamento, nelle aziende, seppur a ritmi meno frequenti».

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