Abusata e lasciata nuda in strada a Faenza: perizia sull’aggressore

L’ha braccata come un cacciatore fa con la preda. Lui in auto, lei in bicicletta, a pochi passi da casa. Al momento propizio, in piena notte, l’ha assalita tagliandole la strada; le ha strappato i vestiti di dosso ed è andato oltre nonostante lei lo supplicasse. Prima di andarsene, le ha preso gli abiti ormai tolti, lasciandola nuda in strada, sotto choc. È un incubo ricorrente quello che una giovane donna faentina rivive dal 16 luglio dell’estate scorsa, nonostante il maniaco che ha abusato di lei, un ragazzo imolese di 28 anni, sia stato identificato già dal giorno seguente e tuttora si trovi agli arresti domiciliari. Sarà una perizia psichiatrica a giudicare se quella notte era capace di intendere e volere. È quanto ha deciso ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare Sabrina Bosi, affidando al primario del reparto di Psichiatria Roberto Zanfini la valutazione delle facoltà mentali dell’imputato.

La violenza

Era circa mezzanotte quando si è verificato il fatto. La vittima aveva appena accompagnato un amico e stava a sua volta rincasando in sella alla sua bici, quando la vettura le si è parata davanti. Lo sconosciuto l’ha gettata giù dalla sella, per poi afferrarla al collo; tappandole la bocca, l’ha spogliata. Una ventina di minuti di terrore, terminati i quali il 28enne si è allontanato avendo l’accortezza di portare con sé i vestiti tolti, forse con l’obiettivo di ritardare la richiesta di aiuto. Soccorsa dai carabinieri del Radiomobile, la giovane ha riportato una ventina di giorni di prognosi, che ora sommano l’accusa di lesioni personali alla contestata violenza sessuale.

L’arresto

L’aggressore è stato identificato il giorno seguente. Era a casa, a Imola, quando i militari hanno bussato alla porta. Sulla scorta della denuncia e dei riscontri ottenuti dalle telecamere e dai varchi stradali, è stata riconosciuta la sua auto, ricostruendo anche la fase precedente la violenza. Le immagini consegnano la dinamica del pedinamento: il 28enne ha seguito a lungo la giovane, perdendola di vista quando percorreva tratti di strada a lui inaccessibili in auto. Così gli inquirenti, coordinati dal pm Silvia Ziniti, sono risaliti all’identità del ragazzo nel giro di poche ore.

«Sono stato abusato»

Sentito a suo tempo dal giudice per le indagini preliminari, l’indagato ha raccontato di essere partito da Imola per incontrare alcuni amici a Faenza, e di avere fumato erba prima di rimettersi al volante e incrociare la ragazza. Avrebbe inoltre menzionato presunti traumi vissuti con un’ex fidanzata, sostenendo di essere stato a sua volta vittima di abusi sessuali. Dichiarazioni che ieri hanno portato il gup a disporre la consulenza tecnica d’ufficio.

Il risarcimento

Appare per ora lontano l’accordo sul possibile risarcimento. L’imputato, difeso dagli avvocati Mauro Faccani ed Elena Ragazzini, ha proposto 8mila euro alla parte offesa. Una cifra che secondo il legale della ragazza, l’avvocato Fabrizio Albonetti, denoterebbe il profilo di pericolosità sociale del 28enne. Quantificando invece in 189mila euro il danno fisico e psicologico tuttora patito, ha chiesto al giudice il sequestro conservativo di un immobile nella disponibilità dell’imputato.

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