A14, Chiusa Rimini Sud: scontro tra parlamentari M5s e Comune

Duro botta e risposta tra i parlamentare del Movimento cinque stelle e il Comune di Rimini sulla chiusura fino al 20 giugno del casello dell’A14 Rimini sud.

“Ha destato non poche perplessità e parecchi malumori la notizia della chiusura fino al 20 giugno prossimo dell’ingresso del casello della A14 di Rimini Sud per consentire il completamento dei lavori di manutenzione del cavalcavia. Impossibile non rilevare, come già fatto da altri, il tempismo a nostro modo di vedere del tutto errato di questo intervento, senza dubbio necessario e anzi assolutamente doveroso, ma che certamente poteva essere pianificato con maggiore attenzione”. Lo affermano Marco Croatti e Giulia Sarti, senatore e deputata del Movimento 5 Stelle. “Il cantiere – aggiungono Croatti e Sarti – priverà la zona sud della città di Rimini dell’accesso ad una delle infrastrutture viarie di importanza strategica per il nostro territorio, proprio nel momento in cui la stagione turistica inizia finalmente ad ingranare la marcia dopo i mesi di stop dovuti all’emergenza Covid. Questo genererà inevitabilmente una serie di disagi per i turisti che nelle prossime settimane raggiungeranno la Riviera ma anche per i lavoratori e il settore dei trasporti, andando di riflesso ad appesantire il traffico anche lungo le altre vie di scorrimento. Pur comprendendo la necessità di provvedere in via celere al consolidamento del cavalcavia, ci domandiamo se l’intervento non potesse essere pianificato in maniera diversa. Ci rivolgiamo in primo luogo al Comune di Rimini che, nel rapportarsi con Autostrade per l’Italia, avrebbe forse dovuto tenere in maggiore considerazione il fattore legato al cronoprogramma, proponendo eventuali soluzioni alternative. Forse però nelle ultime settimane l’amministrazione comunale è stata fin troppo distratta dalle grandi manovre in vista delle elezioni di ottobre, sottovalutando l’impatto di una simile situazione”.

Non si è fatta attendere la replica dell’assessora Roberta Frisoni per il Comune di Rimini. “Ma i parlamentari Sarti e Croatti sanno che lavoro fanno? Il dubbio è legittimo vista la loro nota congiunta in cui esprimono perplessità per i lavori realizzati da Autostrade al casello di Rimini Sud. Autostrade è una concessionaria che opera in base a convenzioni siglate con il Governo e con Anas e ora sta diventando una controllata pubblica, tramite l’acquisto delle azioni da parte di Cassa Depositi e Prestiti. Quindi il Governo e il Parlamento hanno l’autorità e la responsabilità eventuali per imporre al management i cronoprogrammi per i diversi interventi sulla grande rete viaria del Paese. Ovviamente non sto neanche ad accennare alla valutazione sulla natura e sull’urgenza del lavoro da fare, visto che poi è storia come in caso purtroppo di disgrazie il Movimento 5 Stelle è il primo a gridare a ogni tipo di scandalo, distribuendo colpe a destra e a manca. Nel caso specifico, Società Autostrade ha comunicato a fine maggio al Comune di Rimini, praticamente un giorno per l’altro, che avrebbe dovuto chiudere il cavalcavia verso la Superstrada di San Marino perché dopo un sopralluogo sono emerse criticità statiche che impongono un intervento urgente. Questo afferma Autostrade, su cui lo Stato italiano esercita il suo ruolo di regolatore e ormai anche di proprietà, Stato che ha come diretti rappresentanti i due parlamentari riminesi, evidentemente inconsapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità. A meno che non vogliano affermati che Autostrade abbia mentito, ingigantendo l’urgenza di un intervento che Sarti e Croatti  derubricano come semplice manutenzione. In poche parole, Sarti e Croatti avrebbero ben potuto dire la loro, in precedenza, se solo avessero svolto il lavoro per cui sono (discretamente) pagati dagli italiani. Ma forse non avevano tempo di farlo, essendo il Movimento 5 Stelle impegnato da molte settimane nell’estenuante tiramolla interno sugli elenchi di Rousseau. 

In ogni caso interventi come questi, dove ricordo si sta agendo su un cavalcavia, se sono da fare si fanno e basta quando servono, prima di tutto per tutelare i cittadini, proteggendoli dai pericoli potenziali e reali”. 

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