A spasso con Dante, da Ravenna a Forlì e Verona

A Ravenna ha riaperto lo scorso 16 maggio il Museo Dante: un nuovo allestimento, un nuovo assetto istituzionale e alcuni nuovi reperti hanno trasformato il museo dantesco, nato in occasione del sesto centenario da un’idea di Ambrogio Annoni, allora Soprintendente di Ravenna, e Corrado Ricci. Uno spazio espositivo di concezione moderna, dove protagonista è la tecnologia che permette di raccontare ciò che non si può mostrare: la poesia, la forza narrativa, lo spirito di Dante.

Nove le sale che accolgono i visitatori: la Sala del tempo illustra la linea temporale che permette di ricostruire la vita di Dante; quella del Volto, dedicata all’iconografia del poeta a partire dal “Trattatello in laude di Dante” di Boccaccio; la Sala Montevideo, così chiamata perché le spese per sua decorazione furono sostenute dagli emigrati italiani in quella città e dalla Società Dante Alighieri in Uruguay; quella del Culto raccoglie i cimeli del poeta, dalla cassa in legno che ha contenuto le ossa all’arca in vetro dove le spoglie furono esposte nel 1921; infine quella della Fama affronta la fortuna popolare di Dante e le ultime tre sale sono dedicate alla Divina Commedia. (www.vivadante.it).

Camminare con Dante

Sempre a Ravenna, la cooperativa “49 a.C.” organizza il primo remote slow mob “In cammino con Dante. La discesa, la salita, il volo”, una speciale visita guidata in cui i partecipanti ricevono contenuti ludici e interattivi attraverso delle radio-cuffie, che consentono una visita immersiva e sensoriale nella città. Le visite si terranno ogni sabato alle 10 fino a ottobre, con ritrovo ai Giardini Pubblici dietro al Mar . «Questo speciale remote slow mob – scrivono gli organizzatori – interpretando l’essenza delle tre Cantiche della Divina Commedia, intende far riflettere sul “viaggio” che ogni essere umano compie durante tutta la sua esistenza». Le strade cittadine, la chiesa di San Francesco, la Tomba di Dante, la basilica santuario di Santa Maria in Porto e il planetario sono le tappe principali dell’itinerario (2,5 km) che i partecipanti percorreranno in circa 90 minuti accompagnati da “celestiali” voci-guida.

Un salto a Verona

Anche Verona, città dantesca, propone un evento che coinvolge l’intera città, con una mostra diffusa e una mappa d’autore che orienta il visitatore, tra app e segnaletica dedicata. Si parte con i luoghi di Dante: da Piazza dei Signori a Palazzo della Ragione, con le due esposizioni “La mano che crea. La galleria pubblica di Ugo Zannoni” e “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona”, quindi Palazzo del Capitanio, Palazzo della Provincia, le Arche Scaligere, San Zeno Maggiore, Sant’Elena, dove Dante recitò pubblicamente la “Questio de aqua et terra”, e la Biblioteca Capitolare. Si prosegue con tre chiese – Sant’Anastasia, San Fermo Maggiore e Sant’Eufemia – quindi con i luoghi legati ai discendenti del Poeta: Piazza delle Erbe, Palazzo Bevilacqua, San Michele Arcangelo a San Michele Extra, Palazzo Serego Alighieri e Villa Serego Alighieri. L’ultima parte del percorso è una passeggiata tra i luoghi della tradizione dantesca: Palazzo Marogna, Ponte di Veja, Casa di Romeo e Casa di Giulietta, Castelvecchio, con la mostra “Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur”.

Incontri sull’arte a Forlì

A Forlì, dove è allestita la mostra “Dante. La visione dell’arte”, l’Associazione nuova civiltà delle macchine propone un ciclo di incontri dal titolo “Dante: arte, scienza e conoscenza”. Fino al 24 novembre docenti e scrittori affronteranno temi legati all’opera dantesca.

L’ultimo appuntamento si è tenuto ieri alle 17 alla sala Mazzini di Corso della Repubblica 88, con Gaspare Polizzi, docente al dipartimento di civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa: “Il pane degli angeli. Il Convivio e la diffusione della conoscenza”.

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