A Santa Sofia opera restaurata di Hidetoshi Nagasawa e mostra

Da sabato 18 dicembre si può ammirare il restauro dell’opera di Hidetoshi Nagasawa dal titolo “Sotto l’albero del ginkgo”.

È stata così restituita alla collettività una delle opere più importanti del Parco di Sculture all’aperto di Santa Sofia, realizzata nel 2001 dal grande artista giapponese e successivamente rimossa dalla sua collocazione originale e riposizionata, dopo esattamente vent’anni, in un piccolo pianoro appartato, posto nei pressi della biblioteca comunale e non lontano dalle grandi ruote di Mauro Staccioli; un luogo individuato dall’artista stesso nel corso di un sopralluogo che si è svolto a Santa Sofia nel dicembre del 2010.

Il progetto di restauro è stato coordinato e finanziato dal Comune di Santa Sofia e dal Servizio Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna, attraverso una convenzione stipulata nel 2020 per dare seguito e sostegno a questo delicato e urgente restauro. Per presentare al pubblico i lavori eseguiti, è stato organizzato un convegno tenutosi alla Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni” con interventi del Sindaco Daniele Valbonesi e dall’assessora Isabel Guidi, a cui ha fatto seguito Antonella Salvi del Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna.

“Dopo vent’anni dalla sua prima collocazione, l’opera è giunta alla sua sistemazione definitiva e ciò rappresenta per noi motivo d’orgoglio”, ha commentato l’assessora Guidi.

Il Comune di Santa Sofia ha puntato molto sull’arricchimento, manutenzione e valorizzazione del Parco di Sculture all’aperto, pertanto il progetto vedrà importanti novità e nuovi interventi nelle prossime annualità: dalla conservazione preventiva, alla fruizione attraverso visite guidate e manifestazioni per gli adulti, per le famiglie e per i numerosi turisti che frequentano il nostro territorio”.

“D’altro canto, l’arte contemporanea è un elemento fortemente identitario della comunità santasofiese – aggiunge il sindaco Valbonesi – e si inserisce poi in un progetto più ampio che l’Amministrazione comunale sta portando avanti da anni e cioè la valorizzazione della cultura attraverso il teatro, la musica, la lettura, la storia e l’arte”.

Il critico d’arte Fabio Cavallucci, presente quando l’opera fu collocata in origine, vent’anni fa nel 2001, ne ha ricordato i momenti salienti.

La restauratrice Isabella Cervetti ha illustrato le tecniche e le modalità intraprese per il restauro dell’opera, condividendo con il pubblico le difficoltà che insorgono nel restauro delle opere d’arte contemporanea, ben più complesse, paradossalmente, di un opera del ‘400 o del ‘500, per via della caducità dei materiali moderni.

Lo studio Veronesi Namioka, ha illustrato la campagna di comunicazione costituita da un video racconto declinato sui social, di tutto il percorso di restauro dell’opera, dalle volontà dell’amministrazione comunale, fino al suo collocamento.

Il pubblico ha potuto conoscere il punto di vista di molte tematiche affrontate da Nagasawa nella sua opera, dei familiari di Nagasawa, attraverso un documentario con interviste di taglio antropologico realizzato da Veronesi Namioka e presentato per l’occasione e ora disponibile sul canale You Tube Visit Santa Sofia.

In concomitanza con il convegno, alla Galleria Stoppioni è stata allestita una mostra con opere di Nagasawa concesse in prestito, per l’occasione, dalla Galleria Il Ponte di Firenze, visitabile fino al 6 febbraio 2022.

Si tratta in particolare di sei lavori a collage e rame databili fra il 2004 e il 2005 che arricchiscono un percorso espositivo da cui emerge il rapporto fra Nagasawa e Santa Sofia, attraverso bozzetti, progetti, articoli giornalistici, fotografie storiche, cataloghi e video.

Informazioni orari di apertura della mostra: 0543 975428/29

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