Museo della decorazione di moda alla Punto Più srl. Sta nascendo a San Mauro Pascoli e ha ricevuto anche 95mila euro di contributo per la formazione del personale.

L’azienda

La Punto Più Srl nasce 36 anni fa dall’idea dei coniugi Paola Quadrelli e Alberto Colonna, lei sammaurese doc, lui di Cattolica che per ragioni di cuore si trasferisce nel paese del Pascoli. Colonna da dipendente del Comune di Cattolica, una volta trasferitosi, va all’ufficio segreteria del Comune di Gambettola. La moglie Paola è appassionata di strass, ricami e decorazioni di moda. Assieme aprono la Punto Più, prima con sede in centro a San Mauro Pascoli e poi nell’attuale edificio in via San Crispino. Colonna lascia il lavoro in municipio e l’azienda cresce in modo esponenziale. Nel tempo l’azienda ha interagito con Dolce & Gabbana, Ferrè, Armani, Dior e tanti altri. Oggi registra oltre tre milioni di giro d’affari e ha una quarantina di dipendenti.

La storia della moda

«Gli stilisti di moda hanno bisogno di decorazioni per le loro creazioni e noi forniamo loro strass, borchie, ricami e altro – sottolinea con grinta giovanile Alberto Colonna, 73 anni – quando abbiamo iniziato 36 anni fa il made in Italy era agli albori. Andavamo a parlare con vari grandi stilisti d’Europa e alcuni sono venuti anche a San Mauro Pascoli, perché lo stilista deve toccare dal vivo anche i particolari. Abbiamo conservato le nostre collezioni che ora andranno a far parte del primo museo al mondo della decorazione di moda». L’azienda ha ospitato spesso stagiste da tutto il mondo. «Le ultime tre venivano da Corea, Guatemala e Bologna – prosegue Colonna – adesso con la pandemia abbiamo subito qualche contraccolpo, ma siamo rimasti attenti al mercato e alle sue evoluzioni. I nostri prodotti vanno sia in Italia, sia all’estero, in particolare Usa, Giappone, Francia, Inghilterra e dove c’è moda primaria».

Il progetto del museo

Il progetto “Museo d’impresa virtuale della decorazione di moda” partendo dal catalogo digitale dei campioni dell’azienda di San Mauro Pascoli, permetterà di realizzare un’esposizione virtuale fruibile dai potenziali visitatori e clienti da tutto il mondo, tramite virtual tour, sia con visita nella sede aziendale. Il progetto si avvale della collaborazione dell’Università di Bologna, Dipartimento di scienze per la qualità della Vita, in particolare del corso di laurea in culture e tecniche della moda ed avrà come coordinatrice Daniela Baroncini. L’idea del primo Museo della decorazione ha ricevuto 95mila euro a fondo perduto per un progetto di formazione del personale. Il progetto è stata sviluppato dalle riminesi YBFormazione srls e YourBoost srls, che hanno aiutato a vincere il bando di FondImpresa per l’innovazione digitale e tecnologica. Il finanziamento a fondo perduto permetterà di realizzare il sogno nel cassetto del titolare dell’azienda, valorizzando oltre 10.000 campioni, conservati: «Sono opere di creatività e d’arte del decoro artistico – conferma Colonna – e possono essere fonte d’ispirazione per gli stilisti che creano moda. Il progetto ha uno scopo culturale e servirà per la formazione del personale e la catalogazione del vasto materiale di 36 anni di attività».

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