A San Mauro Pascoli il processo al Partito Comunista

Ideali, dibattito, politica, contraddizioni, elogi, critiche, passionalità, sono alcune voci che si levano nell’aula del “tribunale” più godibile dell’estate. È il tribunale sammaurese del 10 agosto, quello della notte di San Lorenzo, fra stelle cadenti e desideri che a San Mauro Pascoli rievocano la tragica fine dei giorni sereni della famiglia Pascoli. Perché il 10 agosto 1867 Ruggero Pascoli, fattore dell’efficiente azienda di Villa Torlonia e padre del poeta Giovanni, venne assassinato in un complotto. Un fatto che segnò un cambiamento radicale per la famiglia Pascoli, episodio di cronaca che dal 2001 è diventato pretesto per portare in scena un tribunale d’estate ove “fare giustizia”, con il verbo della cultura, su tanti eventi storici. Tribunale che da sempre è sostenuto da Sammauroindustria, ora al suo 20° anno di processi ininterrotti. Stasera alle 21, nella corte di Villa Torlonia, si accende il “Processo al Partito Comunista Italiano”, per condannare o assolvere lo storico Partito a cento anni dalla sua nascita e a trenta della sua fine (Rimini, 1991). Gianfranco Miro Gori, fondatore del X agosto alla Torre e presidente del tribunale, ha individuato due protagonisti di politica e cultura. A guidare l’Accusa è il riminese Giuseppe Chicchi, già ex assessore della Regione Emilia-Romagna, ex sindaco di Rimini (1992-1999), ex deputato nel secondo Governo Prodi (2006-2008). Chicchi, che Miro Gori definisce «politico puro e intellettuale», punterà il dito contro il Partito comunista «per avere condiviso e mantenuto un dualismo con L’Unione Sovietica e la linea moscovita». Sul fronte della difesa interviene la politologa di fama Nadia Urbinati di Bellaria, Ordinario di teoria politica alla Columbia University, già insegnante in diverse scuole americane e nelle università Bocconi, San Raffaele, Sant’Anna di Pisa. I suoi interessi guardano al pensiero politico moderno e contemporaneo, specialmente a liberalismo, democratica, teoria della rappresentanza politica e sovranità, anche a populismo. Molte le opere pubblicate in inglese e tradotte in diverse lingue. A Urbinati il compito di difendere il Partito Comunista «come baluardo della democrazia in Italia, dalla Resistenza alla nascita della Costituzione e della Repubblica». Miro Gori, che durante la Giunta con l’attuale sindaca Luciana Garbuglia ideò con il “Processo” un modo più popolare per valorizzare il poeta Pascoli, con un intrattenimento culturale in grado di offrire un sapere divulgativo serio, ha dichiarato: «In questo 2021 anniversario della nascita, era quasi fatale processare il Partito comunista. Che è un pezzo di una grande realtà ma che nasce da una frattura, da una scissione del Movimento operaio e socialista italiano ed europeo. È proprio l’idea di questa frantumazione che mi sembra interessante ai fini della discussione».

Un’intuizione celebrata anche dal grafico Enzo Grassi, autore del manifesto del processo; rifacendosi al décollage dell’artista Mimmo Rotella, che stracciava manifesti per poi ricomporne diversamente i pezzi, ha creato mescolanze e sovrapposizioni di frammenti che, dice Miro Gori, «sono efficaci dal punto di vista simbolico sul fronte dell’idea di frantumazione».

La parte più gustosa del processo per il pubblico è il verdetto; la platea è invitata ad alzare paletta bianca o nera a seconda di “innocenza” o “colpevolezza”, con voti contati rigorosamente “a vista” dal palco. Diretta televisiva sul canale 86 Rete 8-Vga e sulla pagina Facebook di “Sammauroindustria”.

Ingresso gratuito (fino a 430 persone) con green pass.

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