Sabato 10 ottobre, a partire dalle 8.30, presso il Palacongressi di Rimini di via della Fiera 23, si terrà la nuova edizione della “Giornata dei Volontari” dell’Istituto Oncologico Romagnolo, evento giunto alla trentatreesima edizione che mira a celebrare quello che è il vero motore della organizzazione no-profit romagnola: un popolo di quasi mille persone che, a vario titolo e in maniera assolutamente gratuita, mette il proprio tempo a disposizione di chi soffre. Sarà sicuramente un appuntamento molto particolare quello del 2020, e non solo a causa della pandemia da Covid-19, che ha comunque costretto a rimandare un convegno solitamente previsto nei mesi primaverili: sarà infatti la prima volta che la famiglia IOR si incontrerà dopo la scomparsa del suo fondatore, prof. Dino Amadori, avvenuta il 23 febbraio scorso.

            Proprio per questo motivo il programma della “Giornata dei Volontari” 2020 sarà fortemente incentrato sulla vita del famoso oncologo forlivese, che dal 1979 ha corso su binari paralleli a quella della sua creatura prediletta, ovvero l’Istituto Oncologico Romagnolo. «D’altronde, purtroppo, lo scoppio della pandemia ha reso praticamente impossibile omaggiare nella maniera che merita una figura che tanto ha fatto per la nostra terra – spiega il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – portandola a livelli di eccellenza nazionali e non solo per quanto riguarda la cura, la ricerca e la prevenzione dei tumori. La giornata sarà quindi un modo per ripercorrere le sue orme e ripassare l’insegnamento che ci ha lasciato, per poterci proiettare in un futuro che segua questo solco nonostante non potremo più disporre della sua illuminata guida. Abbiamo scelto il Palacongressi di Rimini perché volevamo una struttura in grado di ottemperare alle norme vigenti in materia di emergenza sanitaria: in questo modo quello che il Prof. chiamava “il nostro popolo” potrà riunirsi come da tradizione da 33 anni a questa parte in totale sicurezza e nel rispetto delle norme di contenimento del virus».

            A celebrare la figura del prof. Dino Amadori e dei volontari dell’Istituto Oncologico Romagnolo sono previste tantissime figure del mondo politico, sanitario ed imprenditoriale della nostra terra, che si alterneranno sul palco leggendo stralci dell’autobiografia professionale che l’ex Direttore Scientifico IRST ha scritto, dal titolo “Anima e Coraggio”, e ricordando la figura del noto oncologo tramite il racconto delle esperienze personali condivise con lui. Tra gli altri il Sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, e l’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini; i nuovi vertici dell’AUSL Romagna, il dott. Tiziano Carradori, Direttore Generale, e il dott. Mattia Altini, Direttore Sanitario; il Presidente dell’IRST di Meldola, prof. Renato Balduzzi; e in collegamento coi rispettivi studi il prof. Alberto Mantovani, Direttore Scientifico dell’Humanitas di Milano, e il dott. Nestory Masalu, Direttore dell’Oncologia del Bugando Cancer Center a Mwanza, struttura che l’ex Presidente IOR ha contribuito a creare grazie al suo coinvolgimento con l’altra organizzazione no-profit che presiedeva, l’Associazione Vittorio Tison.

            A stemperare quella che si prevede essere una giornata molto carica di sentimento, emozioni e ricordi, al termine della mattinata interverrà Paolo Cevoli, che con la sua dissacrante ironia coinvolgerà il pubblico in una scherzosa celebrazione della nostra terra: d’altronde, come soleva dire il prof. Amadori, «un’esperienza e una realtà come quella dello IOR sarebbe stata impossibile in ogni altro luogo, se non in Romagna». L’evento, un po’ per il rispetto delle norme anti-Covid, un po’ perché dedicato proprio a chi svolge attività di volontariato dedicato ai pazienti, è ad invito e a numero chiuso: tuttavia chiunque potrà seguirlo in diretta Facebook, tramite la pagina ufficiale dell’Istituto Oncologico Romagnolo.

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