A Ravenna va in scena la Rivoluzione francese

Siamo nel 1789. La Rivoluzione francese tocca e cambia tutta l’Europa fondando il mondo in cui viviamo. Ma cosa rimane 230 anni dopo? Elvira Frosini e Daniele Timpano, affiancati per la prima volta in scena da Marco Cavalcoli (che il pubblico ravennate conosce bene per la sua lunga collaborazione con Fanny & Alexander), con la loro scrittura affilata e spietatamente ironica, sono pronti ancora una volta a scandagliare e a smascherare l’apparato culturale occidentale con tutti i suoi simboli e le sue retoriche fino ad arrivare all’osso dei suoi miti fondativi. Passato e presente, storia francese e storia italiana, modernità e postmodernità si sovrappongono sul palco in un percorso volto a mettere in crisi le nostre vite “democratiche”.

Lo spettacolo Ottantanove – menzione speciale “Franco Quadri” al Premio Riccione 2019 – andrà in scena questa sera alle 21 nell’ambito di Fèsta alle Artificerie Almagià di Ravenna.

Quali domande continua a porci, oggi, la Rivoluzione? Che rapporto abbiamo dopo un altro ottantanove, il 1989, con la democrazia, la politica e il potere? Sono queste le domande da cui sono partiti Frosini e Timpano nel creare questo Ottantanove, lavoro che non vuole raccontare una storia, o “la Storia”, ma immergersi in un mito fondativo e nei materiali culturali che lo hanno prodotto. L’attuale crisi della democrazia vista in rapporto con la Rivoluzione francese e con il 1989, la fase che apre la nostra epoca, oggi che il concetto stesso di rivoluzione sembra aver perso concretezza, anche se non un suo fascino rétro.

«Il nostro è uno sguardo da italiani – dicono Frosini e Timpano –. La rivoluzione francese non l’abbiamo fatta noi. Anzi. L’abbiamo in parte subita». Ma «la Rivoluzione si intreccia con la nostra storia e con l’avvio del nostro stesso mito fondativo, il Risorgimento».

ravennateatro.com

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