Un nuovo modo di vivere, un approccio all’abitare che guarda al futuro, una differente modalità nel costruire e anche una innovata filosofia nel progettare. È questo ciò che si sta cercando di mettere in campo a Mezzano, in via Brigata Ebraica. Il progetto urbanistico approvato autorizza, di fatto, lo sviluppo di una parte di territorio nella frazione ravennate in adiacenza alla sede di Tozzi Green, società leader nello sviluppo delle energie rinnovabili. Un progetto a destinazione sostanzialmente residenziale, con un nucleo di servizi pubblici di qualità ad integrazione e supporto, in un’importante dimensione di verde pubblico e privato.

Verde ed energia pulita

Una mutata sensibilità sociale sta attraversando la nostra società, soprattutto per quello che riguarda l’attenzione all’ambiente. Proprio rispetto a questo tema, unito a quello del risparmio energetico, il progetto di Mezzano offre elementi di estrema novità.

Il progetto urbano si inserisce in un perimetro che per poco più della metà della sua area è destinata a parco verde. Le tipologie residenziali, così come tutte le altre destinazioni accessorie saranno immerse in questo conteso ambientale e verranno realizzate in classe energetica 4.0, alimentate massimamente con energia fotovoltaica.

Le anime del progetto

L’imprenditore “green” Andrea Tozzi ha deciso di costruire una squadra di lavoro che oltre alle specifiche professionalità legate al tradizionale mondo delle costruzioni, si è allargata a figure estremamente differenti. «Il progetto in “cantiere” – sottolinea Tozzi – rappresenta il frutto del lavoro di più soggettività che si sono impegnate a portare le loro competenze: Nuovostudio e Surveying Systems per la parte progettuale, ma anche una formatrice della progettazione sociale, Paola Turroni, ed uno scrittore ed esperto di comunicazione, Fabio Cavallari».

Ciò che oggi è allo studio pertanto non è solo un “modulo abitativo” per quanto all’avanguardia, tecnologicamente moderno ed ecosostenibile, ma un’idea complessa e strutturata di “città” o semplicemente, come in questo caso, di villaggio, complesso residenziale.

In sostanza stiamo parlando di un progetto che parte dall’ “ascolto” sociale del territorio e che intende tenere conto delle mutate modalità del vivere e di utilizzo degli spazi pubblici della società contemporanea.

Il lavoro che è partito proprio in questi giorni, dunque si pone l’obbiettivo di giungere ad una nuova e diversa “partecipazione” dei soggetti coinvolti nello sviluppo: proprietà, progettisti, amministrazione, consulenti e la realtà locale.

Un villaggio Green, dunque, non come un corpo estraneo, ma un organismo dialogante con il territorio e promotore stesso di comunità.

L’ascolto come prima pietra

La partecipazione attiva dei cittadini non rende solo le idee funzionali ai bisogni reali del territorio e delle persone che lo abitano, ma permette un maggior grado di affezione e cura da parte degli abitanti, e quindi una maggior garanzia di bellezza e buona convivenza. Il lavoro partecipato è iniziato attraverso la consultazione di tutte le varie rappresentanze del territorio, associazioni, istituzioni, comitati, con l’obiettivo di raccogliere testimonianze e pareri da più soggetti possibili, tenendo conto di tutte le categorie, e anche delle varie fasce d’età. I lavori sono avviati, e col tempo si intende coinvolgere anche la scuola e i ragazzi, protagonisti del futuro stesso del territorio.

Incontrare le persone significa poter avere una visione ampia e radicata dei bisogni, delle aspettative, delle criticità e delle proposte di chi abita il territorio, significa farlo materiale di confronto e costruzione. Il percorso continuerà anche con eventi pubblici, quando sarà possibile, al fine di poter realizzare un villaggio inglobato nel tessuto cittadino, funzionale e piacevole da frequentare.

Con la costruzione di un nuovo complesso residenziale, del resto viene ad originarsi ex novo una “relazione”. La bellezza sta proprio nella nascita di questo meccanismo umano, che come tale si caratterizza per il vincolo ed il legame reciproco che esso è in grado di generare.

«Questo per noi è un progetto del tutto nuovo, a cui ci approcciamo nello stesso modo che ci contraddistingue in tutte le attività in giro per il mondo – conclude Andrea Tozzi -: l’ascolto delle esigenze del territorio, la collaborazione con i diversi stakeholder, la disponibilità costante al confronto. Sono caratteristiche abituali del nostro operato: è ancor più logico metterle in campo in un’attività che coinvolge proprio il nostro territorio».

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