“A Imola ancora molto da lavorare contro la violenza sulle donne”

Anche a Imola le donne fanno ancora molto fatica a denunciare le violenze, fisiche e psicologiche, che subiscono. E il bullismo fra i ragazzi diventa una “spia” da tenere sotto controllo con sempre maggiore attenzione.

Sala rosa

«Nel 2022 la Sala rosa, al momento, è stata utilizzata soltanto sette volte, complessivamente, tra noi e operatori dell’Arma dei Carabinieri», spiega Luciano Di Prisco, dirigente del commissariato di Polizia di Imola. E «a fronte di questo, abbiamo trattato, di iniziativa, in questi primi undici mesi dell’anno, 29 informative di reato per il cosiddetto “codice rosso”. Naturalmente hanno portato all’applicazione di misure cautelari: tre custodie cautelari in carcere, un arresto domiciliare, e sette divieti di avvicinamento e quindi obbligo di allontanamento dalla casa familiare. Troppo pochi sono anche gli ammonimenti richiesti al questore: in undici mesi soltanto quattro. Quindi credo che ci sia ancora molto da lavorare».

Il bullismo

Contemporaneamente, «quel bullismo di cui tanto si parla è un bullismo che si sta diffondendo anche nei confronti delle ragazzine da parte dei ragazzini – osserva Andrea Oxilia, comandante della Compagnia dei Carabinieri cittadina –. Parliamo anche semplicemente di minacce di lesioni di ragazzini nei confronti delle ragazzine all’uscita di scuola, che poi non si verificano perché rimangono minacce, ma devono far riflettere». E «questo, in nuce, non potrebbe essere un un possibile scenario che, di qui a qualche anno, potrebbe trasformarsi in violenza nei confronti delle donne?, domanda. «Certamente sì».

Più di 250 casi

I dati sul fenomeno della violenza contro le donne nel nostro territorio, resi noti durante la seduta straordinaria del Consiglio comunale di ieri pomeriggio, parlano di oltre 250 casi attualmente in carico dalla rete di enti e di associazioni locale. Nei particolari, si tratta di 74 donne (fra cui 47 nuovi ingressi quest’anno) accompagnate dal consultorio familiare dell’Azienda usl al 31 ottobre, di 42 donne sostenute dall’Asp al 31 novembre (sette in più solo in questo mese), di 73 donne (fra cui 40 nuovi accessi nel 2022) accolte da Trama di terre, di 58 donne aiutate da PerLe Donne, e di sei donne accompagnate dalla Caritas.

I dati resi noti in aula dimostrano che «resta ancora molta strada da fare – osserva Roberto Visani, presidente del Consiglio comunale –. Occorre continuare ad operare operare insieme. E questo è un po il senso anche della seduta che abbiamo fatto: dare la rappresentazione di una rete che nella nostra città esiste, che va rafforzata, a cui le donne possono guardare con fiducia».

«Siamo chiamati a ricordare un problema che è endemico – sottolinea Elisa Spada, assessore alle Pari opportunità –. Un problema strutturale che può essere contrastato solo con un lavoro quotidiano e capillare. Un lavoro che richiede sinergia con tutti gli attori e le attrici in campo».

«Essere qui oggi come istituzione è un dovere – commenta il sindaco Marco Panieri – una responsabilità, una volontà politica ben precisa. La violenza contro le donne è un fallimento della nostra società nel suo insieme. Per contrastare questo fenomeno è necessario puntare con ogni energia sull’educazione: educare al rispetto, educare alla parità, educare all’idea che mai la forza può essere uno strumento di relazione. Questa educazione si deve diffondere già nelle famiglie e poi nelle scuole, fin dalla prima infanzia. E proprio con le scuole è necessario costruire un nuovo patto di alleanza per la diffusione della cultura di genere».

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