A Forlì torna il festival di storia del Novecento

Nel centenario della marcia su Roma, la Fondazione Lewin di Forlì dedica dal 26 al 29 ottobre la 9ª edizione del 900fest proprio al tema “Fascismi e internazionalismo democratico” «parlando del passato senza dimenticare l’attualità – commenta Rosanna Ambrogetti, presidente della Fondazione – in una commistione che quest’anno è cogente, vista la situazione mondiale e in prospettiva di una inevitabile riflessione sul futuro».

«Interrogarci sul presente e indagare sul quello che ci ha preceduti – riprende la coordinatrice Barbara Bertoncin – è infatti la doppia ambizione del festival, che riesce a coinvolgere nuovamente le scuole nelle mattine del 27 e 28 ottobre, dopo gli anni della pandemia. Incentreremo quindi i dibattiti sul fascismo come vicenda storica nelle articolazioni locali, nazionali e internazionali, ma anche come modello di riferimento utile per indagare le tendenze contemporanee. La giornata conclusiva infine non potrà trascurare una riflessione a più voci sul mondo dopo l’Ucraina».

Il programma

Gli incontri del festival hanno inizio il 26 ottobre alle 15 con una anteprima: viene proiettato infatti a Palazzo Romagnoli, che ospita tutte le giornate del festival a eccezione di quella conclusiva, “Operazione Marcia su Roma” documentario di Valentino Misino commentato da Paola Salvatori. Segue (ore 16.30) la conversazione di Guido Melis “Dallo Stato liberale allo Stato fascista alla Repubblica. Continuità e discontinuità”, mentre alle 20.45, alla Sala San Luigi viene proposto il documentario “The living” del regista ucraino Serhiy Bukovsky.

Dello stesso regista il giorno dopo sempre al San Luigi (ore 20.45) viene proposta la pellicola “Spell your name”, un progetto nato da una collaborazione con Steven Spielberg sulle testimonianze di sopravvissuti ucraini alla Shoah.

La mattinata del 27 ottobre (dalle 9.30) fa il punto sulla realtà del fascismo in Romagna con le relazioni sui rapporti fra Mussolini e i suoi amici-nemici Leandro Arpinati, Nicola Bombacci e Torquato Nanni, e sulle prime manifestazioni antifasciste, mentre alle 16.30 Paola Salvatori e Giovanni Scirocco dialogano con Michele Finelli di “Neutralismo, interventismo e avvento del fascismo”.

Proprio il 28 ottobre (ore 10.30) Ruth Ben Ghiat e Giovanni Guzzini, con la conduzione di Michele Battini, discutono di “Cos’è il fascismo”, partendo dalla sua dimensione storica ma interrogandosi anche sul quesito se esso rappresenti in realtà una ben più ampia tendenza culturale e politica.

Tale tema, basilare, viene ripreso poi dalla conversazione “Si può parlare di fascismo, oggi?” (ore 16) in cui Marco Bresciani, Jean-Philippe Beja, Mario Del Pero, Antonella Salomoni e Marta Petrusewicz pongono l’attenzione sulla possibilità di applicare il termine “fascismo” a realtà come quella cinese.

Infine, ci si sposta in Salone comunale il 29 ottobre: alle 9.30 alla tavola rotonda “L’Ucraina e l’Europa” partecipano Taras Bilous, Alessandro Cavalli, Sonia Lucarelli, Wlodek Goldkorn e Paolo Calzini.

Alle 15 poi il focus è su “Fascismi e internazionalismo democratico” con Michael Walzer, Nicolas Werth, Vittorio Emanuele Parsi, Nadia Urbinati, David Ost, Guido Montani.

Conoscere la storia

E mentre l’assessore Valerio Melandri promette che lo scenario del prossimo anno sarà l’ex asilo Santarelli, «luogo votato al Novecento quindi adatto a una iniziativa raffinata e approfondita sul tema come il 900Fest», Ines Briganti, presidente dell’Istituto storico, riafferma l’importanza della conoscenza della storia. «In special modo in questo che è uno dei momenti più gravi vissuti dall’umanità dopo la fine della Seconda guerra mondiale – sottolinea –. Del resto, lo afferma Giovanni De Luna, “il fascismo ha avuto una conclusione provvisoria”: e quanti fenomeni vediamo intorno a noi, che richiamano proprio il fascismo!».

Info: 0543 36698
www.900fest.com

Omaggio alla musica «negroide e semitica»

Il festival avrà un’anteprima il 21 ottobre, con “Allontana da me…”, concerto di Paola Sabbatani e del suo quartetto (Roberto Bartoli, Tiziano Negrello, Maurizio Piancastelli e Daniele Santimone) alla Sala San Luigi di Forlì (ore 21). «Proponiamo un repertorio interessante -commenta Sabbatani- che non segue un filo cronologico ma tematico: si tratta infatti di brani messi all’indice come “Pippo non lo sa” del Trio Lescano, un brano incriminato perché si pensava che con il tronfio Pippo si volesse alludere al gerarca Achille Starace. Abbiamo scelto anche la canzone antifranchista “Gallo rojo gallo negro” di Chico Sánchez Ferlosio e “Alabama song” di Kurt Weill, un omaggio alla musica «negroide e semitica», come la definiva il regime fascista, che facciamo in nome della libertà e della tolleranza». Libero. Info: 0543 36698 www.900fest.com. M.T.I.

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