A Forlì si nasconde un vero tesoro di riviste

L’azzardo c’è. La consapevolezza pure. Ne vengono fuori coraggio, idee e bellezza: quelle di Frab’s Magazines. Al centro c’è il pensiero di Anna Frabotta – molisana di Rionero Sannatico in provincia di Isernia – adottata dalla Romagna («a Forlì ho trovato la mia dimensione», racconta) che, appassionata di riviste specializzate, ha dato vita al primo portale italiano dedicato al mondo del magazine e a due punti vendita fisici: uno a Roma in via Merulana e uno a Forlì, con una vetrina su piazza Saffi all’angolo con via dei Filergiti.

Anna, lei è una giovane donna, preparata, appassionata. La sua è una bella storia di imprenditoria femminile. Chi l’ha supportata nella realizzazione del progetto?

«I canali social e il sito di Frab’s sono nati nel 2019 grazie a una passione personale verso il mondo del magazine indipendente, ma credo che la passione da sola non sarebbe mai bastata per trasformare quello che inizialmente era un hobby in un vero lavoro. A supportarmi è stato soprattutto Dario, il mio compagno, che mi ha aiutata non solo a credere che l’idea che avevo avuto era una buona idea, ma anche a realizzarla nella pratica in tutti gli aspetti economici e burocratici che si celano dietro qualsiasi impresa, piccola o grande che sia. Pensi che il progetto è nato con un investimento di appena 4mila euro che sono stati sufficienti per costruire il sito e acquistare in conto assoluto la prima fornitura di magazine: a differenza di qualsiasi altra libreria indipendente, noi siamo contrari al meccanismo dei resi».

In Italia manca proprio la cultura della rivista, del magazine. In questo senso lei fai anche divulgazione?

«Sì, in Italia purtroppo si ha poca conoscenza dell’incredibile potenziale artistico, culturale e creativo che gravita intorno alle pubblicazioni periodiche di nicchia. Quando racconto alle persone che lavoro faccio ho sempre difficoltà a spiegarlo perché i più mi vedono come una libraia o un’edicolante, ma i prodotti che tratto sono diametralmente opposti a quelli che si possono trovare nelle edicole e nelle librerie. Frab’s nasce proprio con lo scopo di divulgare la cultura del magazine indipendente, una cosa che faccio sia curando la più grande selezione di riviste di nicchia in Italia che arrivano da ogni parte del mondo, sia raccontandone origini e contenuti attraverso tutti gli strumenti che ho a disposizione, da quelli digitali a quelli off line, come gli incontri con gli editori chiamati a raccontare in prima persona il proprio progetto».

Ma impensabilmente a Faenza c’è uno stampatore molto attivo nel settore…

«È vero, in Romagna c’è una delle migliori tipografie d’Italia, la Faenza Group, a cui si rivolgono anche importanti riviste estere, come Nikkou, un magazine di alta moda realizzato in Costa D’Avorio. Sempre da Faenza arriva anche Dispensa, la rivista della food blogger romagnola Martina Liverani».

Il suo amore per la carta stampata è evidente eppure Frab’s nasce come portale. È riuscita a coniugare i due volti di una stessa anima. Come ha fatto?

«Mettendo da parte il pregiudizio che vede il web come il fratello minore o lo spauracchio della carta stampata e della cultura. In realtà proprio le nuove tecnologia hanno consentito, a partire dall’inizio degli anni Duemila, una proliferazione incredibile di riviste grazie alla riduzione dei costi di realizzazione, stampa e marketing. Potremmo quasi dire che Internet non solo non ha ucciso la carta stampata, ma addirittura l’ha salvata e io, con il mio progetto, ho sposato in pieno questo apparente controsenso. Se Internet non fosse esistito, avrei potuto costruire un’azienda da zero senza grandi finanziamenti? Credo che la risposta sia scontata».

Imprenditoria culturale e canali social: cosa ne pensa?

«Penso che il potere comunicativo dei social network possa essere impiegato proprio per fare cultura. Abbandonando ogni sorta di snobismo e modo di comunicare troppo istituzionale o accademico, si può raggiungere davvero chiunque, soprattutto i giovanissimi. Ricevo tanti messaggi da persone di ogni età e luogo che mi ringraziano per aver fatto loro scoprire un mondo che non conoscevano e questo è stato possibile solo grazie al lavoro di divulgazione che ho fatto e faccio online».

Nasce “Dàme” rivista femminista

Frabotta, a breve verrà presentata una rivista femminista per cui hai fatto da consulente e coordinatrice editoriale. Di cosa si tratta?

«“Dàme” è stata ideata da Sara Augugliaro ed è una rivista che si concentra sulle donne, includendo con questo termine anche la comunità Lgbtqia+. Lo scopo del magazine è quello di innescare una conversazione sull’autoconsapevolezza, l’accettazione e la normalizzazione di sé, attraverso interviste e storie personali di donne e persone di talento nel mondo della moda, dell’arte e della fotografia. Si tratta di un progetto in cui ho creduto e investito non solo perché ne condivido pienamente i valori, ma anche perché lo reputo necessario per stimolare un cambiamento reale in una società che applaude e festeggia di fronte alla negazione dei diritti civili». D.C.

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