A Forlì c’è “Polimero”, la fiaba musicale di Giobbe Covatta, Danilo Rossi e Stefano Nanni

“ForlìMusica” invita a una prima nazionale prodotta dalla stessa rassegna. In questo lunedì 9 maggio alle 21 al teatro “Diego Fabbri” di Forlì, debutta “Polimero. Un burattino di plastica” favola musicale scritta da Giobbe Covatta che è pure voce recitante in scena, composta da Stefano Nanni, eseguita dalla viola solista Danilo Rossi insieme all’Orchestra Bruno Maderna diretta dallo stesso Nanni. È una favola ecologista, nello spirito dell’attore autore napoletano che ama giocare con l’ironia per educare. La “prima” forlivese si completa con un coro di alunni delle scuole primarie e secondarie.
Già una decina d’anni fa, con “6 gradi”, Covatta scrisse un monologo ecologista sull’aumento della temperatura del pianeta. Con “Polimero” rivisita in chiave attuale la favola di Pinocchio, per affrontare temi all’ordine del giorno; così il burattino diventa un bambolotto di plastica; dentro alla pancia della balena ci finisce un sacco di plastica, Mangiafuoco è un grande inceneritore, mentre il bambolotto Polimero chiede alla fata di farsi biodegradabile.
Il cesenate Stefano Nanni pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra dal vasto curriculum, torna alla sua vena compositiva e a una sfida nata da incontri professionali e amichevoli.
Ci racconti, Nanni, di questa sua favola musicale che dalla Romagna sembra destinata ad andare in tournée.
«Il progetto nasce da un incontro dopo un concerto, così come spesso mi è accaduto. Si va a cena, si chiacchiera, ci si piace, si lanciano idee. Quella sera, insieme a Danilo Rossi con cui collaboro da tempo, ho conosciuto Giobbe Covatta, amico di Danilo. “Facciamo questa cosa insieme per la prima volta”, ci siamo detti, mi sembra ci stiamo divertendo. In un mese ho composto lasciandomi ispirare dal testo di Covatta».
Si può raffrontare alla favola di “Pierino e il lupo”, nell’orecchio di tanti?
«Non proprio, l’unico ammiccare a quella fiaba è il suono della viola di Danilo Rossi che incarna il personaggio di Polimero; ma in realtà io non commento le azioni che avvengono, commento gli stati d’animo, quindi il Polimero è sempre diverso, contaminato dagli altri personaggi».
Come si è mosso per la creazione musicale?
«Non avevo mai composto una favola in musica; per Vinicio Capossela avevo scritto il Requiem degli animali fantastici con testo di Borges, per pianoforte e orchestra d’archi, ma non una favola. In questo lavoro mi ha accompagnato la contaminazione, perché dentro a questa musica ci sono anche i mali del mondo, diventa favola per adulti. Un personaggio divertente fonte di ispirazione è lo scienziato parlante che si rifà al grillo di Pinocchio. Lo scienziato vuole spiegare come stanno le cose a Polimero, che è in disaccordo. Così l’ho tratteggiato scrivendo una fuga, forma classica del periodo barocco. Musicalmente la fuga è una base scientifica, forma complessa, matematica. Amo inoltre comporre come un sarto, su misura dei musicisti che eseguono i brani, come nel caso di Danilo Rossi».
Mantiene un’attività nazionale ma allo stesso tempo continua a suonare con piccoli gruppi nella sua città, come si prospetta la sua estate musicale?
«Intensa con progetti diversi. Il 22 maggio suonerò a Milano City nel concerto “Musiche dal mondo” per piano solo. A giugno tornerò a “ForliMusica” con una nuova produzione per Paola Turci per la quale arrangio il repertorio per orchestra sinfonica. Continuo a collaborare con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, e forse torno in tour con Vinicio Capossela. Spero anche di trovare più tempo per continuare a comporre».
Euro 15-13.

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