A Cesenatico il “Forum del mare” sui progetti dei parchi eolici di Rimini e Ravenna

Si è tenuto questa mattina al museo della Marineria di Cesenatico il Forum del mare: le prospettive per l’energia pulita nell’Adriatico del Futuro”. Un momento didibattito e confronto tra esperti, amministratori locali, realtà associative e territoriali sul tema, per attivare sinergie territoriali che rendano possibile la totale decarbonizzazione della regione Emilia-Romagna al 2035, come previsto dal Patto del Clima e del Lavoro. La sfida è di trasformare il ruolo della Romagna  da hub dell’industria fossile a pioniere della transizione verde, grazie ai progetti di eolico off-shore su Rimini e Ravenna.  

Sono tre i progetti di parchi eolici off-shore presentati questa mattina all’iniziativa promossa da Legambiente, per una potenza complessiva di 930 MW, in grado di produrre energia per circa 1,2 milioni di famiglie: si tratta del progetto di Rimini di EnergiaWind2020 e i progetti Romagna 1 e Romagna 2 di Agnes. Numeri importanti non solo per il contrasto dell’emergenza climatica e per rendere il nostro Paese sempre meno dipendente dal gas fossile, ma anche perché rappresentano un’importante occasione di sviluppo sostenibile dell’intero territorio, in grado di produrre nuovi posti di lavoro, innovazione e di contribuire alla riduzione dei costi energetici. “Il progetto di Agnes Romagna potrebbe dare una grossa spinta alle società dell’Oil and Gas per la futura realizzazione di progetti di riconversione ecologica” – commenta Nicolò Lontani, technical manager di Agnes. Solamente i tre progetti presentati sulla costa romagnola apporterebbero 300 nuovi posti di lavoro nelle fasi di sviluppo e 180 in quelle della gestione e manutenzione.  D’accordo anche Giovanni Selano di EnergiaWind2020: “questo genere di impianto può rappresentare il manifesto della transizione energetica”, commenta. 

Il progetto di Rimini

I progetti, viste le distanze dalla costa, non implicano alcuna criticità paesaggistica: il progetto a Rimini di EnergiaWind2020 – 330 MW di potenza complessiva e 59 aerogeneratori –  verrebbe posto ad una distanza dalla costa tra 5,4 e 12 miglia, ovvero tra 8,6 e 19,3 km. “Si tratta di un progetto misurato, dalla superfice limitata” – commenta Giovanni Selano di EnergiaWind2020 – “che consente l’attivazione di molteplici attività connesse ed una conformazione tale per cui non è necessario identificare un’area chiusa ad uso esclusivo, ma ha la possibilità di attivare sinergie, in particolare con il settore della pesca, del turismo, e del monitoraggio ambientale”.

La costa ravennate

Lo stesso vale sulla costa ravennate, dove si inserisce la progettualità di AGNES, con gli impianti Romagna 1 –  25 turbine per 200 MW complessivi, poste ad una distanza di almeno 22,22 km – e Romagna 2 –  400 MW per 50 turbine poste a circa 26 km. “In Romagna abbiamo una grande fortuna per quanto riguarda l’eolico off-shore” – commenta Nicolò Lontani di Agnes – “quella di avere batimetrie molto modeste, fino a 60-70m di profondità, che permettono un’applicazione di fondazioni fisse realizzabili con le tecnologie che abbiamo a disposizione.”  

Potenziali benefici potrebbero esserci anche per la biodiversità marina: questi impianti, infatti, possono diventare luogo di ripopolamento per la fauna ittica e riparo per i cetacei, garantendo così non solo protezione dell’ambiente ma anche lo sviluppo sostenibile della pesca; settore sempre più in difficoltà per via del sovrasfruttamento delle risorse che, nel Mediterraneo, è arrivato a toccare la preoccupante percentuale del 75%. “Questi impianti, oltre a migliorare le caratteristiche del fondale marino, diverranno luogo per il ripopolamento della fauna ittica”, ha commentato Sauro Pari, presidente di Fondazione Cetacea.  

“L’emergenza climatica che viviamo, la violenza delle guerre e il caro energia – ha commentato Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente– ci dicono che questo è il momento di agire, ripensando il nostro sistema energetico, nel modo di consumare e produrre energia, abbandonando le fonti fossili a favore delle fonti rinnovabili. Eolico e solare sono le fonti più promettenti del nostro Paese, patria del sole e del vento. Puntare sull’eolico off-shore, a terra e a mare, significa valorizzare le potenzialità che abbiamo a disposizione, realizzando progetti di qualità, frutto della partecipazione dei territori e degli stakeholder interessati, rinnovando il paesaggio. Stiamo pagando alto il ritardo negli investimenti sulle rinnovabili: è tempo di avviare un processo di decommissioning delle piattaforme fossili oggi esistenti, puntando su un turismo più sostenibile, in direzione di una vera transizione energetica. Così anche la Romagna potrebbe davvero giocare un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi energetici della regione e del Paese”.  

“L’eliminazione di tutte le forme di energia derivate dai combustibili fossili, insieme ai processi di elettrificazione e di efficientamento energetico, deve assumere un ruolo centrale nelle politiche di sviluppo della nostra regione – ha sottolineato Davide Ferraresi, presidente Legambiente Emilia-Romagna – I nuovi progetti di parchi eolici contribuiranno a questa transizione indispensabile, che deve avvenire in tempi rapidi e che dovrà comprendere un’azione decisa anche sul fronte della diffusione degli impianti fotovoltaici a piccola e grande scala. L’installazione del nuovo rigassificatore a Ravenna e la richiesta di concessione di 25 anni ad esso collegata dimostrano però che la transizione non è ancora una priorità condivisa da tutti: serve una scelta politica chiara che riduca in modo deciso la permanenza di questo impianto nel nostro mare”.  

All’incontro pubblico di oggi hanno partecipato Matteo Gozzoli, Sindaco di Cesenatico; Daniela Moderini e Giovanni Selano, EnergiaWind2020; Nicolò Lontani, technical manager Agnes; Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club; Sauro Pari, presidente Fondazione Cetacea; Massimo Serafini, ufficio energia Legambiente.  Ha moderato Francesco Occhipinti, Legambiente Emilia-Romagna.   

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