Sono passati quasi ottant’anni da quando il territorio cesenate fu scosso in modo diretto dalla guerra, eppure di tanto in tanto ordigni bellici, di solito proiettili d’artiglieria, continuano a riemergere dal sottosuolo. È accaduto lo scorso 30 giugno, nella località di Montevecchio, sopra Borello, in un campo agricolo all’intersezione tra la Strada provinciale 75 e via dei Matteri, ma solo dopo 4 mesi sembra giunta l’ora di bonificare l’area.

Dopo avere ricevuto la segnalazione, i carabinieri della stazione di Borello hanno informato il Comune, una decina di giorni fa, così da mettere provvisoriamente in sicurezza la zona, in attesa di recuperare o di fare brillare l’ordigno.

Così è stato fatto attraverso la Protezione civile, incaricando la ditta cesenate Rocchi di effettuare questo intervento nel giro di 24 ore. Al costo di 600 euro, si è quindi delimitato il perimetro con una recinzione in rete metallica alta 2 metri, posizionata a una distanza di 1 metro e mezzo dall’ordigno, ed è stata posizionata la segnaletica per indicare il pericolo di esplosione. Un rischio che in casi del genere è basso ma non può essere escluso.

Al tempo stesso, è stata allertata la Prefettura, perché facesse entrare in azione il personale specializzato nella rimozione di materiali esplosivi. E, salvo imprevisti, oggi, due giorni dopo il 76° anniversario della Liberazione di Cesena, si attendono gli artificieri per fare sparire questo spettro riaffiorato da un doloroso passato.

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