A Cesena il progetto di Orogel per i surgelati più sostenibili

La modernità impone tempi e ritmi di vita veloci. Ma le soluzioni per mangiare bene ci sono, e soprattutto per farlo in modo sostenibile. Era il 1928 quando il biologo statunitense Clarence Birdseye sviluppò negli Stati Uniti d’America il primo sistema industriale che permise la surgelazione degli alimenti. Ancora deve compiere un secolo di vita ma ormai le sue applicazioni sono tali e tante che sembra essere un’alleata sempre presente, almeno in cucina. Eppure in Romagna, in quel di Cesena, c’è il primo produttore nazionale di vegetali surgelati: Orogel. Azienda, che ha puntato proprio sulla sostenibilità in un percorso iniziato ormai più di mezzo secolo fa, con le prime cooperative romagnole che fecero nascere il gruppo che, come missione, aveva proprio quella di produrre cibo rispettando ambiente e consumatori. Orogel, primo produttore nazionale di vegetali surgelati, presenta “Orogel green” un progetto che racchiude un percorso iniziato più di cinquant’anni fa quando le prime cooperative in terra di Romagna diedero vita al Gruppo che, sin dai primi passi, ha avuto come missione il produrre alimenti nel rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori. Ecco perché ora nasce Orogel Green, un progetto che racconta l’impegno profuso sulla sostenibilità e i risultati raggiunti. Ecco qualche numero: grazie alle iniziative nell’ambito agricolo sono riusciti a risparmiare 300 mila metri cubi di acqua e, sotto un punto di vista energetico, sono arrivati a tagliare le emissioni del 20%, con il 70% di energia prodotta autonomamente. Ciò, tra l’altro, senza contare uno dei concetti che più direttamente vengono toccati dai consumatori: il packaging. Oggi, sono in plastica al 100% riciclabile.

«L’essere cooperativa permette di valorizzare il nostro lavoro e i nostri prodotti. Dai nostri valori inizia il nostro impegno verso il rispetto di elevatissimi standard qualitativi, il continuo investimento nella modernizzazione delle nostre strutture e nelle tecniche di agricoltura sostenibile – racconta il presidente di Orogel, Bruno Piraccini – I tre stabilimenti in Romagna, Veneto e Basilicata, pur essendo fisicamente distanti, sono per noi un unico sistema produttivo. Per questa ragione i nostri indicatori ambientali tengono sempre conto della somma dei tre stabilimenti».

«In Orogel – aggiunge l’amministratore delegato Giancarlo Foschi – definiamo come sostenibile un sistema di produzione agricola che privilegia l’utilizzo delle risorse e dei meccanismi di regolazione naturale. Per questo, insieme ai nostri soci agricoltori, abbiamo l’obiettivo di offrire ai nostri consumatori prodotti sicuri, di ottima qualità e rispettosi dell’ambiente. Questo obiettivo si ottiene coltivando materie prime stagionali a pieno campo e garantendo due aspetti fondamentali: la difesa da avversità (come gli attacchi fungini o i danni da insetti) e il nutrimento delle piante. Per farlo in modo sostenibile integriamo in modo equilibrato approcci strategici e tattici. Per fissare il nostro modo di realizzare l’agricoltura sostenibile, abbiamo stilato un elenco di punti fondamentali da rispettare al fine di ottenere non solo delle buone rese, ma anche ottimizzare l’utilizzo delle risorse e proteggere i suoli dall’impoverimento. Per essere certi di offrire ai consumatori, prodotti ancora più sicuri, già da oggi con le attente politiche di produzione integrata e biologica».

In totale, oltre alle circa 140 mila tonnellate di prodotto venduto solo per un anno, secondo stime del 2020, l’azienda può contare su 1.558 soci agricoltori e 8.798 ettari di superficie coltivata in Italia.

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