A Cesena il 1° Maggio piazze vuote ma non mute

CESENA. Quando gli Zen Circus scrissero “Ilenia” era il 2016 e la parola pandemia probabilmente non era ancora entrata nei vocabolari. In quella canzone, che rileggendola sembra scritta in questi giorni, ci sono frasi di una bellezza struggente. E una di queste è adatta alla giornata di oggi: “Ormai le piazze fanno rivoluzioni solo quando sono vuote”.
Ecco, oggi le piazze di tutta Italia, che il 1° maggio erano solite affollarsi per celebrare la festa dei lavoratori, resteranno vuote. E mute. Ma la lotta e l’impegno per un lavoro retribuito, garantito e in piena sicurezza non potrà mancare né oggi, né mai. Non potendo scendere in piazza, i segretari generali Silla Bucci (Cgil Cesena), Francesco Marinelli (Cisl Romagna) e Marcello Borghetti (Uil Cesena) hanno affidato i loro pensieri a un comunicato congiunto.
«Quest’anno la Festa del 1° maggio ricade in un contesto particolarmente drammatico, con un’emergenza sanitaria dai risvolti complessi e difficili. Non potremo essere nelle nostre piazze in corteo con migliaia di lavoratrici e lavoratori, come sempre abbiamo fatto in questa giornata, ma questo non ci impedirà di dare a questa giornata un significato ancora più forte e più profondo in un momento delicatissimo per il mondo del lavoro e per il futuro dell’Italia. In primis vogliamo tributare un grande riconoscimento all’impegno di lavoratrici e lavoratori che operano nel comparto sanitario e assistenziale, della sicurezza, dei servizi pubblici essenziali, del settore terziario, dell’agricoltura, del settore alimentare. Decine di migliaia di lavoratori che nel periodo dell’emergenza hanno continuato a lavorare con impegno e responsabilità per permettere alle nostre comunità di affrontare e sostenere l’impatto quotidiano di un’emergenza senza precedenti. Un’emergenza che ha evidenziato un modello di società e di sviluppo che andrà fortemente rivisto per dare al Paese una prospettiva che metta sempre di più al centro le persone e temi come la salute, il lavoro, la ricerca, la scuola».
Quindi Cgil, Cisl e Uil si rivolgono «ai tanti lavoratori, e alle loro famiglie, che a causa della pandemia hanno visto mettere a rischio il loro reddito e la loro occupazione. Occorre dare risposte concrete e non lasciare indietro nessuno, a partire da chi vive una condizione di difficoltà e fragilità. Al centro della fase di ripartenza va messa la garanzia di rientrare al lavoro e al tempo stesso la garanzia della massima sicurezza di chi lavora. “Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro” è lo slogan scelto per questo 1° maggio: un impegno che deve essere di tutti. Il tema della sicurezza ha radici lontane e ancora oggi rappresenta una piaga drammatica per il nostro Paese. La memoria corre al 30 aprile 1948, quando a Monte Castello, frazione di Mercato Saraceno, accadde la più grande tragedia del lavoro dell’Italia repubblicana, che causò la morte di 19 operai che lavoravano in un cantiere per la ricostruzione di un ponte. Una tragedia immane, che ha segnato profondamente il nostro territorio e che anche quest’anno vogliamo ricordare».
Non potendo scendere in piazza, oggi si potrà celebrare la Festa dei lavoratori davanti alla tv. Dalle 12.20 alle 13 ci sarà un’edizione straordinaria del Tg3 con interviste ai tre segretari nazionali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Sempre su Rai3, dalle 20 alle 24, un’edizione straordinaria del concertone (che non si tiene in piazza San Giovanni a Roma ma in più punti “isolati” della Penisola), condotto da Ambra Angiolini e che vedrà anche le riflessioni dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, la testimonianze di lavoratrici e lavoratori e il contributo musicale di artisti di altissimo livello.

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