A Cesena fecero 3 morti: digitalizzati i processi della Uno Bianca

È partitooggi il percorso che porterà alla digitalizzazione di tutti gli atti processuali della Banda della Uno Bianca, l’organizzazione criminale che tra il 1987 e il 1994 colpì Bologna, la Romagna e le Marche. Le azioni della banda nell’arco di 7 anni costarono la vita a 24 persone e causarono il ferimento di altre 102. Venti di quei violenti raid furono compiuti nel comprensorio cesenate, con un bilancio di tre morti (il poliziotto Antonio Mosca, il benzinaio Graziano Mirri ed il funzionario di banca Edoardo Merendi) e quattro feriti. A Bologna, nella giornata in ricordo delle vittime della Uno Bianca, il procuratore della Repubblica Giuseppe Amato ha consegnato i primi 180 faldoni, contenenti gli atti relativi all’indagine, alla direttrice dell’Archivio di Stato Giovanna Giubbini: in precedenza erano custoditi nell’archivio della Procura di Bologna.

Seguirà a breve il trasferimento di altri 107 faldoni e sei allegati relativi alla celebrazione del processo, attualmente custoditi presso l’archivio della sede della Corte d’Appello di Bologna.

L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno della Regione (che la finanzia con un contributo da 350mila euro) ed ha portato al versamento in Archivio di Stato e alla digitalizzazione dei fascicoli sui fatti di terrorismo, eversione e stragismo giudicati dalla Corte d’Assise di Bologna a partire dal 1971: tra questi la strage del 2 agosto 1980 e l’attentato all’Italicus.

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