L’emporio solidale annunciato dall’assessora Carmelina Labruzzo dovrebbe essere localizzato in zona stazione ferroviaria, anche se manca ancora l’ufficializzazione. Dovrebbe trovare spazio nel retro dell’edificio che un tempo ospitava la mensa self service “Le Fricò”. Attualmente l’area individuata per questo progetto è in gestione all’Università di Bologna, che da un paio di anni ha allestito una sorta di spazio refezione per gli studenti che vogliono fermarsi a scaldarsi qualcosa o a mangiare i cibi che hanno con sé. Non pare particolarmente utilizzata, anche se l’area di proprietà comunale è in gestione all’ateneo fino al 2023, in attesa anche del completamento del campus. L’amministrazione comunale ha chiesto di rientrare in possesso anticipatamente del bene e sta aspettando una risposta.

La volontà dichiarata è di far partire dal mese prossimo il percorso partecipato per avviare il progetto dell’emporio solidale. Inizialmente avrà una forte spinta iniziale da parte dell’amministrazione comunale a livello di regia, ma è già stato messo in chiaro che poi dovrà camminare sulle proprie gambe, portato avanti dalle associazioni del volontariato aderenti.E’ già stato chiarito che sarà un luogo della solidarietà alimentare, con una utenza selezionata attraverso i servizi ma anche su segnalazione delle associazioni. L’emporio solidale sarà organizzato come una sorta di supermercato, all’interno del quale i beneficiari potranno scegliere, in modo autonomo e secondo le loro esigenze, prodotti alimentari e non, nella quantità di cui avranno diritto. Sarà anche un luogo di incontro dove organizzare corsi e iniziative rivolte all’utenza ma anche aperte all’intera cittadinanza. L’accesso al servizio avrà una durata limitata nel tempo, con l’obiettivo di far raggiungere l’autonomia alle famiglie coinvolte. Tra gli altri obiettivi quelli di creare una rete virtuosa di acquisti dai piccoli produttori locali e di ridurre al massimo gli sprechi.

La collocazione sul retro dell’ex mensa self service “Le Fricò” non va in antitesi con un altro progetto comunale che al momento però risulta essere molto più indietro: la mensa sociale. È un progetto che era stato lanciato da Enzo Lattuca durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative del 2019. All’epoca Lattuca aveva individuato proprio in “Le Fricò” la possibile sede in quanto lo stabile è di proprietà comunale ed è dotato degli impianti di cucina, senz’altro da rinnovare ma senza ripartire da zero. L’idea annunciata era quella di creare uno spazio accogliente, che consentisse di mangiare a basso costo ma anche in compagnia, così da spezzare l’isolamento. Un servizio aperto a varie categorie di frequentatori: studenti e lavoratori, giovani professionisti e anziani soli, e soprattutto chi un pasto non se lo può permettere. A quanto risulta il progetto non è stato affatto abbandonato, anche se è l’impressione che le priorità siano molto cambiate anche con l’emergenza sanitaria.

Argomenti:

solidarietà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *