A Cattolica undici decessi in due case di riposo

RIMINI. Proprio a Cattolica dove per primo in provincia ha colpito, il coronavirus si è portato via anche undici ospiti delle due case di riposo gestite dall’Istituto Maestre Pie dell’Addolorata. «Abbiamo subito preso provvedimenti e seguito pedissequamente i protocolli che di giorno in giorno l’Ausl ci inviava – spiega suor Mirella Ricci, legale rappresentante dell’Istituto – . Un susseguirsi di informazioni e procedure che hanno messo a dura prova tutti noi, operatori e religiose che prestano servizio all’interno delle case ma che hanno permesso di contenere i contagi». L’ondata di epidemia è iniziata l’11 marzo con il primo caso Covid-19 accertato alla Quiete (che ospita 37 anziani tra laici e religiose) e nei giorni successivi alla casa di riposo Giuseppina Galli, inaugurata un anno fa (che ha 25 posti letto).

Già dalla fine di febbraio le strutture avevano cominciato ad adottare misure restrittive di distanziamento sociale, soprattutto limitando al massimo le entrate esterne dei famigliari, fino alla chiusura definitiva avvenuta il 5 marzo.

Su un totale delle due realtà di 62 anziani, fanno sapere le Maestre Pie, sono avvenute nove guarigioni e undici decessi mentre i restanti ospiti non hanno contratto il virus. Oggi sia i pazienti che gli operatori in servizio sono risultati negativi al tampone. Restano due positività alla Quiete e due alla Galli di persone infettate nelle settimane precedenti e, seppur asintomatiche, stanno, come da protocollo Ausl, proseguendo la quarantena in stretto isolamento, fino alla negatività di due tamponi consecutivi.

«Oggi grazie al supporto degli esperti virologi dell’Azienda Ausl della Romagna – afferma suor Mirella Ricci – a cui va tutto il nostro ringraziamento, abbiamo monitorato tutto il personale in servizio e gli ospiti al quale è stato eseguito lo screening attraverso tampone orofaringeo risultato negativo. Possiamo veramente dire che non siamo stati lasciati soli e che tutto lo staff dell’Azienda sanitaria ci ha veramente supportato per arginare questo virus malefico. Un grazie anche agli operatori che ci hanno sostenuto con il loro lavoro».

Le altre case di riposo gestite dall’Istituto Maestre Pie, a Montefiore Conca (12 ospiti) e Novafeltria (25 ospiti) ad oggi sono Covid free. «Inoltre proprio da questa esperienza – conclude suor Mirella Ricci – vogliamo ripartire e abbiamo intenzione di dedicare una delle nostre strutture attrezzate per l’accoglienza di anziani Covid che non necessitano di cure ospedaliere. Ci stiamo lavorando anche perché abbiamo acquisito professionalità nuove ed esperienza che mettiamo a servizio della comunità perché purtroppo temo che tale virus ci accompagnerà ancora per molto tempo minando la salute dei più deboli e dei più fragili come i nostri amati nonni».

Alla rsa Giovannini Vici di Cattolica, conferma il sindaco Mariano Gennari, «ci sono 30 residenti, nessuno è stato contagiato e i due decessi avvenuti non sono riconducibili al Covid. Mentre nell’altra parte destinata alla lungodegenza, con 24 posti, ci sono stati 7 contagi di pazienti che arrivavano dagli ospedali e che sono stati spostati in altre strutture ospedaliere». Gennari tra l’altro mercoledì ha “festeggiato” il primo giorno di zero contagi a Cattolica.

Il sindaco di Novafeltria Stefano Zanchini, medico, conferma che nessun caso è stato accertato nelle case di riposo dell’Alta Valmarecchia. «A Talamello, Sant’Agata Feltria, Novafeltria non ci sono stati contagi, un plauso al personale sanitario e sociale che è riuscito a tenere lontano il virus».

Sospiro di sollievo anche a Bellaria Igea Marina dove il sindaco Filippo Giorgetti fa sapere che né a La Marina né alla Meridiana 2 di Bordonchio, aperta pochi giorni fa, ci sono contagi. Così come è Covid free Luce sul mare che ospita persone disabili.

Buone notizie anche da Verucchio. «Nelle due strutture, una dell’asp Valloni Marecchia e l’altra accreditata gestita dalla cooperativa L’ancora, per fortuna non è stato riscontrato nessun caso – spiega l’assessore ai Servizi sociale Eleonora Urbinati – né tra il personale né tra gli ospiti. Io e il sindaco siamo passati il giorno di Pasqua a portare delle colombe che abbiamo lasciato al cancello e abbiamo parlato da lontano con il personale che ci ha rassicurato: nessun problema».

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