La 7a Biennale del mosaico contemporaneo a Ravenna

È in corso in questi giorni a Ravenna la 7ª Biennale del mosaico contemporaneo, promossa e organizzata dal Comune di Ravenna con il coordinamento del Mar e di Daniele Torcellini: un evento che coinvolge un gran numero di luoghi, dai musei alle gallerie e agli spazi temporanei, con allestimenti, installazioni e performance site-specific. Laboratori e visite guidate, con eventi dedicati anche ai più piccoli, completano un calendario molto ricco che accompagnerà i visitatori fino al 27 novembre.
«Abbiamo immaginato una Biennale – sottolinea l’assessore alla Cultura Fabio Sbaraglia – che fosse molto ricca di iniziative, molto presente in città, per offrire al visitatore quante più occasioni possibile di entrare in contatto con l’arte musiva declinata in tutte le possibilità che il contemporaneo può offrire. Anche la mostra Prodigy kid risponde a questa impostazione: un linguaggio volutamente fortemente contemporaneo, dove l’espressività degli artisti dialoga anche con elementi più classici come i prestiti del Man di Napoli o il disegno di Leonardo, offrendo un’esperienza immersiva».
Evento di punta della Biennale del mosaico, la mostra Prodigy kid allestisce, nelle sale del Mar, le opere di Francesco Cavaliere e Leonardo Pivi a confronto con reperti provenienti dal Museo della Città di Rimini e dal Museo Archeologico Nazionale di Roma, e con l’inestimabile disegno di Leonardo da Vinci tratto dal Codice atlantico, in prestito dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Daniele Torcellini, curatore, ne racconta l’ideazione:
«La mostra nasce dall’idea di guardare la presenza del mosaico nella contemporaneità, focalizzando uno sguardo che partisse da Ravenna. Ho intercettato gli artisti Leonardo Pivi e Francesco Cavaliere, con cui collaboro da tempo: i due hanno una differenza generazionale, Pivi è del ’65 e Cavaliere dell’80, e hanno due carriere autonome, però dal 2018 hanno fondato un collettivo. Leonardo Pivi si forma a Ravenna, all’Istituto statale d’arte Severini per proseguire il suo percorso all’Accademia di Bologna, e porta in dote il mosaico secondo la tradizione per cui Ravenna è molto nota, mentre Francesco Pivi, nato a Piombino, musicista, performer e scrittore, si muove in un contesto multimediale in cui si intersecano più media, in cui il mosaico è più un’idea concettuale di riferimento, una idea di frammentazione».