C’è l’amore che inizia, quello che finisce e... quello che non si capisce

Ven 24 Maggio 2019 | Claudia Rocchi


CESENA. Anteprima stagionale al chiostro di San Francesco di Cesena; stasera dalle 20.45 si accende una serata di performance poetica e teatrale per riflettere sulla vita e su se stessi, con ironia. Primo protagonista della rassegna “Acieloperto” di Retro Pop live, è Guido Catalano (1971) poeta, performer, scrittore torinese, in “Tu che non sei romantica tour”.
È uno show estrapolato dal suo secondo romanzo omonimo edito da Rizzoli.

Come opening della serata, scalda l’atmosfera il poetry slam di VoceVersa; è un poker di quattro interpreti e autori fondato e diretto dalla giovane Rachele Pavolucci. Conosciuto in Romagna da alcuni anni, grazie ai primi inviti di Roberto Mercadini, Catalano sta diventando performer di mondo, o almeno d’Italia, con spettacoli dove i temi d’amore sono protagonisti, sorretti da ironia, e guizzi di struggimento lirico.
Catalano, sfida una tardiva primavera per parlare d’amore. Come cambia il suo racconto passando dalla parola scritta al palcoscenico?
«Di fatto è un reading in cui leggo anche poesie dal mio vasto repertorio, mentre il romanzo di cui seleziono alcune fasi funge da cornice allo spettacolo.

In entrambi i casi, libro e show, c’è una buona dose di autoironia».
Di cosa si parla?
«Si parla a una donna che esiste e non esiste, è una figura che mi serve per prendere in giro il mondo dei sentimenti; ma prendo in giro anche me stesso, perché neanch’io ho ancora capito se sono romantico o no».
Lo spettacolo ha un fil rouge, un inizio, una fine?
«Sì c’è; il protagonista è di fatto il mio alter ego che ha una serie di avventure sentimentali, che si possono riassumere in tre punti fondamentali: la fine di un amore, l’inizio di un amore, e un amore che non si capisce se è iniziato o finito. Ci sono tre donne nel mio romanzo; partendo da questa cornice, aggiungo le mie poesie, remote e recenti, per specificare i momenti tipici di ogni storia amorosa».


Oggi lei sta soffrendo pene d’amore o è gioiosamente accoppiato?
«Sono felicemente accoppiato, a luglio saranno due anni».
Si dice che nell’arte le sofferenze aiutano la creatività, più dei piaceri; è così per lei?
«Ho riflettuto a lungo su questa cosa; per quanto mi riguarda, ho capito che i romanzi mi riescono bene sia quando sono felice che triste; le poesie invece, sia in qualità, sia specialmente in quantità, mi riescono quando soffro pene d’amore. Mi si apre un rubinetto, ne sforno decine e decine. C’è da dire però che quelle poche che ho scritto in questi due anni di felicità amorosa, mi soddisfano molto».


È alla ricerca di una scrittura del parlare d’amore in forma nuova?
«La risposta è sì. Spesso mi chiedono “perché parli sempre d’amore, non pensi di esagerare?” La mia risposta è che il parlarne molto è un mio tentativo di capirci di più. Quindi è vero ci penso, forse fin troppo. Addirittura da un anno tengo sul Corriere della Sera di Torino una rubrica di “Posta del cuore”».


Come si trova a dare consigli alle pene d’amore altrui?
«Mi servo sempre dell’ironia perché non credo possano esistere degli esperti su questo tema. La “posta del cuore” è una rubrica che funziona, evidentemente la gente queste domande se le fa. Quindi alla fine è vero, si continua a scrivere d’amore in modo diverso, non più per lettera, ma nei social, però ci si scrive molto lo stesso».
Tornando al personale, la sua compagna è una musa ispiratrice, magari romantica?
«Lei per fortuna è un medico, è perfetta per me che sono ipocondriaco, non era una mia fan, però è un’ottima lettrice.

Le ultime mie poesie più belle sono ispirate a lei. Per me la Musa esiste, e in carne e ossa».
Cosa la sorprende di questo suo momento professionale?
«Al Salone del Libro di Torino c’erano 9 miei libri in vendita in libreria, 7 di poesie compreso il primo scritto più di vent’anni fa (“I cani hanno sempre ragione”), e 2 romanzi. Per me è un miracolo.

È un traguardo che mai avrei messo in conto, e mi rende felice».
Lo spettacolo si fa anche in caso di maltempo (chiesa di Sant’Agostino). Biglietteria dalle 20. Euro 10.
Info: 339 2140806

  

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