C’è l’amore che inizia, quello che finisce e… quello che non si capisce

C’è l’amore che inizia, quello che finisce e... quello che non si capisce

CESENA. Anteprima stagionale al chiostro di San Francesco di Cesena; stasera dalle 20.45 si accende una serata di performance poetica e teatrale per riflettere sulla vita e su se stessi, con ironia. Primo protagonista della rassegna “Acieloperto” di Retro Pop live, è Guido Catalano (1971) poeta, performer, scrittore torinese, in “Tu che non sei romantica tour”.
È uno show estrapolato dal suo secondo romanzo omonimo edito da Rizzoli. Come opening della serata, scalda l’atmosfera il poetry slam di VoceVersa; è un poker di quattro interpreti e autori fondato e diretto dalla giovane Rachele Pavolucci. Conosciuto in Romagna da alcuni anni, grazie ai primi inviti di Roberto Mercadini, Catalano sta diventando performer di mondo, o almeno d’Italia, con spettacoli dove i temi d’amore sono protagonisti, sorretti da ironia, e guizzi di struggimento lirico.
Catalano, sfida una tardiva primavera per parlare d’amore. Come cambia il suo racconto passando dalla parola scritta al palcoscenico?
«Di fatto è un reading in cui leggo anche poesie dal mio vasto repertorio, mentre il romanzo di cui seleziono alcune fasi funge da cornice allo spettacolo. In entrambi i casi, libro e show, c’è una buona dose di autoironia».
Di cosa si parla?
«Si parla a una donna che esiste e non esiste, è una figura che mi serve per prendere in giro il mondo dei sentimenti; ma prendo in giro anche me stesso, perché neanch’io ho ancora capito se sono romantico o no».
Lo spettacolo ha un fil rouge, un inizio, una fine?
«Sì c’è; il protagonista è di fatto il mio alter ego che ha una serie di avventure sentimentali, che si possono riassumere in tre punti fondamentali: la fine di un amore, l’inizio di un amore, e un amore che non si capisce se è iniziato o finito. Ci sono tre donne nel mio romanzo; partendo da questa cornice, aggiungo le mie poesie, remote e recenti, per specificare i momenti tipici di ogni storia amorosa».
Oggi lei sta soffrendo pene d’amore o è gioiosamente accoppiato?
«Sono felicemente accoppiato, a luglio saranno due anni».
Si dice che nell’arte le sofferenze aiutano la creatività, più dei piaceri; è così per lei?
«Ho riflettuto a lungo su questa cosa; per quanto mi riguarda, ho capito che i romanzi mi riescono bene sia quando sono felice che triste; le poesie invece, sia in qualità, sia specialmente in quantità, mi riescono quando soffro pene d’amore. Mi si apre un rubinetto, ne sforno decine e decine. C’è da dire però che quelle poche che ho scritto in questi due anni di felicità amorosa, mi soddisfano molto».
È alla ricerca di una scrittura del parlare d’amore in forma nuova?
«La risposta è sì. Spesso mi chiedono “perché parli sempre d’amore, non pensi di esagerare?” La mia risposta è che il parlarne molto è un mio tentativo di capirci di più. Quindi è vero ci penso, forse fin troppo. Addirittura da un anno tengo sul Corriere della Sera di Torino una rubrica di “Posta del cuore”».
Come si trova a dare consigli alle pene d’amore altrui?
«Mi servo sempre dell’ironia perché non credo possano esistere degli esperti su questo tema. La “posta del cuore” è una rubrica che funziona, evidentemente la gente queste domande se le fa. Quindi alla fine è vero, si continua a scrivere d’amore in modo diverso, non più per lettera, ma nei social, però ci si scrive molto lo stesso».
Tornando al personale, la sua compagna è una musa ispiratrice, magari romantica?
«Lei per fortuna è un medico, è perfetta per me che sono ipocondriaco, non era una mia fan, però è un’ottima lettrice. Le ultime mie poesie più belle sono ispirate a lei. Per me la Musa esiste, e in carne e ossa».
Cosa la sorprende di questo suo momento professionale?
«Al Salone del Libro di Torino c’erano 9 miei libri in vendita in libreria, 7 di poesie compreso il primo scritto più di vent’anni fa (“I cani hanno sempre ragione”), e 2 romanzi. Per me è un miracolo. È un traguardo che mai avrei messo in conto, e mi rende felice».
Lo spettacolo si fa anche in caso di maltempo (chiesa di Sant’Agostino). Biglietteria dalle 20. Euro 10.
Info: 339 2140806

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