"Labile" è il nuovo singolo dei forlivesi Naftalina

Sab 11 Maggio 2019
Giulia Farneti


FORLI'. È uscito il 7 maggio scorso “Labile”, l’ultima fatica dei Naftalina, band forlivese che non è passata di certo inosservata alla fine degli anni Novanta; il nuovo singolo è un breve spaccato autobiografico di una relazione amorosa vissuta tra sbalzi d’umore e ansiolitici in chiave pop – rock. Le sonorità dei Naftalina sono melodie fresche e dirette, senza fronzoli, con l’ironia e la semplicità dei loro esordi ma con la maturità degli anni passati a confrontarsi con questa realtà chiamata “vita”. Ne abbiamo parlato con Peter Torelli, voce e chitarra della band. 
Torelli, è uscito “Labile”, il singolo che segna il vostro ritorno, com’è nata questa canzone?
«Esattamente come tutte le altre, ovvero nella tranquillità della mia camera, in maniera spontanea. Era il 5 gennaio; prima è nata la melodia e poi le parole». 
Cosa c’è di labile nel mondo della musica secondo lei?
«Siamo tornati dopo circa 20 anni e il mondo attorno a noi era completamente cambiato. Il mondo musicale di questi ultimi anni è molto più istantaneo, è uso e getta.

C’è troppa musica e sempre meno ascoltatori attenti rispetto agli anni Novanta». 
Lei, insieme a Klari, siete i Naftalina. Per quali motivi chiamarvi proprio così?
«Mi trovavo con il mio ex batterista in un vecchio condominio e lungo le scale abbiamo percepito uno strano odore, quasi fosse quello della naftalina. Da lì, è partito tutto». 
Come definisce la vostra musica?
«Se negli anni Novanta era molto punk-pop, ora, oltre a mantenere questo dna iniziale, emergono la vena rock e quella pop». 
Cosa rappresenta per lei l’arte delle note?
«È un rapporto di amore e odio. Chiunque la ami, non può ignorarla facendo finta che non esista.

È impossibile starle lontano, la post pubblicazione di un disco è estremamente complessa. Nel nostro piccolo cerchiamo di trovare le persone giuste». 
C’è qualcosa di particolare che vorrebbe arrivasse al pubblico?
«Premesso che non siamo musicisti professionisti, ma spero arrivi la nostra semplicità nel costruire una canzone e che quest’ultima la si possa ascoltare in modo chiaro e diretto». 

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