RIMINI. Il più grande rammarico nella lunga esistenza di una nonnina di 105 anni e mezzo che vive in Umbria è sempre stato non sapere dove fosse sepolto suo padre, dato per “disperso” nella prima guerra mondiale. A colmare la lacuna ci ha pensato una dei suoi dodici pronipoti, una studentessa 21enne originaria di Rimini, che – grazie a una ricerca all’Archivio di Stato di una zia e alla digitalizzazione delle informazioni – ha ritrovato la tomba del trisnonno morto più di un secolo fa. Nei giorni scorsi è partita dall’aeroporto Fellini ed è andata a deporre un fiore e una foto del giovane in divisa sotto la croce che lo ricorda nel cimitero militare alle porte di Budapest. Attilio Smarrini, questo è il nome del suo avo, morì a 29 anni il 22 ottobre 1918, due settimane prima della fine del conflitto, in un campo di prigionia austrungarico.

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1 commento

  1. Nello stesso cimitero ho ritrovato mio nonno Nazzareno Maroni, deceduto in prigionia, nel 1985 e poco dopo ho accompagnato mia madre, la figlia del caduto, davanti alla tomba per dare un saluto e dire una preghiera. Lei non rammentava più il volto di suo padre. La commozione è stata enorme. Era anche presente l’ambasciatore italiano a Budapest, In quel cimitero ci sono più di 1500 tombe, molte delle quali senza nome. Sono pochissimi i caduti ritrovati dai loro familiari. Io fui senza dubbio il primo.

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