"Zorba il greco", omaggio a Theodorakis al Ravenna festival

Ven 7 Giugno 2019 | Susanna Venturi


RAVENNA. Quando nel 1943 Nikos Kazantzakis diede alle stampe il suo “Zorba il greco” certo non poteva immaginare che quel personaggio singolare, spirito libero, avventuriero, donnaiolo e capace di affrontare con instancabile energia anche le più crude sventure, sarebbe diventato un vero e proprio mito della Grecia moderna. Soprattutto dopo la trasposizione filmica che ne fa Michalis Kakoyannis nel 1964, ma in particolare anche grazie alle musiche che quel film accompagnano: chi non ricorda quel sinuoso syrtaki che, nell’ultima scena, Zorba e il giovane John, lo straniero, danzano sulla spiaggia? Quella evocativa melodia e tante altre, che nel 1988 Theodorakis rielabora, prendendo a prestito sue vecchie composizioni degli anni Sessanta (verso la fine di quel decennio, sotto la dittatura conoscerà la prigione e l’esilio), vengono a dar corpo “Zorbas”, la suite per balletto in 23 scene per contralto, coro misto e orchestra da camera che questa sera Ravenna festival propone al pubblico della Chiesa di San Giacomo di Forlì nell’interpretazione del ravennate Jacopo Rivani sul podio dell’Orchestra Corelli con il Coro Euridice e la voce del contralto Cecilia Bernini – primo dei tre appuntamenti forlivesi.
Un balletto, qui in forma di concerto, che riscosse immediato successo, a partire dal debutto all’Arena di Verona, diretto dallo stesso compositore, con le coreografie di Lorca Massine, figlio del celebre Léonide.

Dunque, una partitura composita che ripercorre quello schema narrativo che attraverso più varianti passa dal romanzo al film fino al balletto, passando per il musical (a Broadway la quella storia approda nel 1968), ma che affonda le radici nella realtà biografica di Kazantzakis. Zorba infatti è veramente esistito: nato 150 anni fa ai piedi del monte Olimpo e morto nel 1941, ha condiviso con lo scrittore una singolare avventura mineraria, non a Creta come nella finzione, ma nel sud del Peloponneso. Siamo di fronte all’incontro tra due mondi: l’Oriente di Zorba, uomo libero, avventuriero di antica saggezza, e l’Occidente dell’intellettuale John, che della vita in fondo non sa nulla. Questi fa l’errore di innamorarsi di una donna greca, Marina, una vedova sulla quale ha già messo gli occhi Yorgos: la sua gente è con lui e la debolezza di lei verso lo straniero sarà punita con la morte. Un destino simile tocca anche ad Hortense, ex soubrette affittacamere legata a Zorba.

Ma nulla può fermare l’energia travolgente del protagonista, la sua gioia di vivere, il suo credo di libertà. Libertà che solo la musica e la danza possono esprimere fino in fondo: «Ci vuole un po’ di pazzia – dice Zorba prima di trascinare John alla danza – se no non potrai mai spezzare la corda ed essere libero».
Il concerto inizia alle 21.
Info: 0544 249244

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