Sulla zona rossa di Medicina si decide domani. Due nuovi decessi

IMOLA. Per sapere se Medicina uscirà dalla zona rossa occorrerà attendere domani. Lo ha detto il commissario regionale Sergio Venturi nella diretta in corso. <Stiamo cerando di capire come poter allentare le misure evitando un “tana libera tutti” -ha detto Venturi -. Abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per dire che l’incendio è stato spento>. Intanto il bollettino dell’Ausl di Imola segnala che sono 12 più di ieri le persone risultate positive al coronavirus sul territorio : 6 residenti a Imola, 3 a Medicina, 2 a Borgo Tossignano, 1 a Mordano. Due i nuovi decessi: una cittadina di Medicina di 78 anni che era ricoverata da settimane, e un cittadino di Dozza di 73 anni già affetto da una severa patologia pregressa. Salgono quindi a 283 i casi positivi refertati nel Circondario Imolese (compresi 6 guariti con doppio tampone negativo, 2 guariti clinicamente e 28 decessi). Si tratta di 175 uomini e 108 donne; 149 residenti a Medicina, 81 a Imola, 27 a Castel San Pietro Terme, 4 a Dozza, 4 a Castel Guelfo, 4 a Mordano, 3 a Casalfiumanese, 3 a Borgo Tossignano e 8 persone residenti fuori dal Circondario. Sono 6 le persone ricoverate in semi-intesiva, 12 le persone Covid positive in terapia intensiva, 37 i ricoverati nel reparto Covid, 15 quelli ricoverati in post acuzie all’Ospedale di Comunità di Castel San Pietro Terme e 2 alloggiati in albergo. <La situazione in Ospedale è quindi sotto controllo -afferma l’azienda sanitaria -; aumentano le dimissioni e rallentano i ricoveri, anche grazie agli ottimi risultati delle équipe territoriali, che in poco meno di una settimana hanno contattato telefonicamente 351 cittadini, ne hanno visitati 112 avviando la terapia in 62 soggetti ed eseguendo 60 tamponi. Sono 17 persone hanno già effettuato la successiva visita infettivologica, di cui due sono state ricoverate in via precauzionale. Non bisogna però abbassare la guardia, è assolutamente necessario continuare a mantenere isolamento e distanziamento sociale e chiamare il proprio medico di famiglia non appena si presentino sintomi suggestivi: febbre dai 38 gradi associata a tosse secca, stanchezza severa, raffreddore, difficoltà respiratorie e perdita di senso dell’olfatto e del gusto>.

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