Vittorio Sgarbi: “Cesena città imperdibile, ma in un contesto romagnolo”

Un intervento  in video, collegato con lo studio, del sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi ha aperto un acceso confronto sulle politiche culturali di Cesena correlate alla valorizzazione del turismo e del tessuto produttivo in un Vox Populi a Teleromagna sul tema “Cesena un patrimonio di bellezza”, organizzato da Confcommercio cesenate. Protagonisti il presidente di Confcommercio Augusto Patrignani, il sindaco Enzo Lattuca, l’ex sindaco di Cesena architetto e urbanista Edoardo Preger, l’editore cesenate Francesco Giubilei, neo-nominato consigliere del ministro alla cultura, e l’architetto Giampiero Teodorani, ex dirigente alla cultura del Comune di Cesena. Moderatrice Elisabetta Zandoli.

I partecipanti alla trasmissione “Vox populi”

“Cesena è una città imperdibile, ma deve collocarsi con la Malatestiana come perno in un circuito artistico e culturale romagnolo insieme a Ravenna, Forlì, Rimini, Bagnacavallo e Faenza”, ha rimarcato Sgarbi, dando appuntamento a un prossimo evento espositivo dedicato all’artista Ilario Fioravanti. La disputa è stata serrata sulle politiche culturali. Da un parte gli amministratori, dall’altra Giubilei e Teodorani. Manca una visione di promozione culturale e turistica, ha sostenuto Giubilei che ha proposto di creare un Museo de libro all’interno della Malatestiana e ha lamentato la autoreferenzialità dell’amministrazione comunale di cui è prova lampante la mancanza di coinvolgimento degli editori per il conseguimento del titolo di Cesena città del libro, assegnato poi a Vibo Valentia.

Teodorani ha criticato la gestione della Malatestiana come spazio omnicomprensivo, dal gaming alla mediateca alla sala video, a scapito della sua peculiarità libraria, la collocazione incongrua del Museo Archeologico, la scelta di abbandonare il progetto del Museo della città senza candidarlo ai finanziamenti del Pnrr e ha definito la nuova Pinacoteca un intervento sbagliaoa, per l’esiguità e inadeguatezza degli spazi a disposizione, meglio sarebbe stata ampliarla negli spazi attuali in via Aldini. Nel chiostro di San Francesco, ha stigmatizzato la impresentabilità della scala in legno per la sicurezza in stile ‘Fort Alamo’, pessima introduzione alla Malatestiana. Il sindaco ha replicato osservando che le politiche culturali e la gestione della Malatestiana sono destinate in primis ai cesenati e in secondo luogo ad attrarre flussi turistici , osservando che la biblioteca non è un museo e vuole essere uno spazio per tutti. Ha difeso il progetto della Pinacoteca finanziata dal Governo ribattendo che gli spazi sono quelli che servono per creare un percorso di dipinti di qualità e ha osservato che il Pnrr non prevedeva progetti sul Museo della Città di cui il sindaco non rinviene la necessità in città, come anche l’ex sindaco Preger. Il quale ha messo in luce che a Cesena una visione sui progetti culturali esiste e con un percorso urbanistico coerente, in un centro liberato dalle auto e rigenerato in questi ultimi quarant’anni, ma che si può impreziosire l’offerta culturale con un centro espositivo che valorizzi l’agricoltura, da realizzare in sinergia con Cesenatico e Cervia, valorizzando la centuriazione cesenate.

Il presidente di Confcommercio Patrigiani ha lamentato una carenza delle politiche culturali cittadini: quella di essere scollegata dal sostegno alle imprese e di essere condotta non tenendo conto delle esigenze di fruibilità del centro storico, sostenuto per il quale la nuova Pinacoteca a palazzo Oir rischia di essere una cattedrale nel deserto in un area antica con tante vetrine spente, frutto anche di politiche sbagliate dell’amministrazione che non ha realizzato mai i parcheggi sotterranei, anche in piazza della libertà, dove pure nel 2003 venne stabilito di realizzarlo con un concorso di idee vinto dal progetto dell’architetto Malacarne. “In tante città italiane ed europee i parcheggi sotterranei in centro si sono rivelati vincenti, perché Cesena non li ha realizzati?”.

Per il sindaco Lattuca invece piazza della Libertà una sua quadra l’ha trovata, come piazza dei bambini e delle famiglie. Patrignani ha eccepito che “le attività in quella piazza hanno chiuso e si sono spostate altrove, perché non lavoravano. I lavori sono durati tanti anni e c’è stata la desertificazione”. Per Giubilei e Teodorani  Cesena ha un potenziale culturale e artistico di attrattività turistica nazionale che non viene sfruttato, come dimostrano anche le visite dei turisti alla Malatestiana inferiori alle aspettative, mentre secondo il sindaco Lattuca, per ragioni legate anche agli spazi e agli orari di visita correlati alla luce naturale nell’aula del Nuti, è difficile incrementare il numero dei visitatori. “E in ogni caso a Forlì, pur con il San Domenico e le sue straordinarie mostre – ha aggiunto il sindaco – il commercio del centro storico soffre più che a Cesena, segno che il problema dei locali sfitti è legato alla crisi del commercio tradizionale”.  Non ha concordato il presidente di Confcommercio Patrignani, che ha rilanciato. “Politiche del Comune che incentivino le imprese aiuterebbero molto il commercio al dettaglio del centro e della città, e ancor più se correlate alla promozione culturale e artistica, ora slegata dall’aspetto economico e produttivo”. 

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