Virus, tre morti a Ravenna: due ultraottantenni e un 59enne

Virus, tre morti a Ravenna: due ultraottantenni e un 59enne

I 22 casi comunicati oggi a Ravenna fanno riferimento a 13 donne e a 9 uomini. Quattro pazienti sono in isolamento domiciliare poiché privi di sintomi o con sintomi leggeri, 15 sono ricoverati non in terapia intensiva, mentre per gli altri quattro si sta valutando l’eventuale ricovero. In massima parte si tratta di pazienti con contatti stretti già in isolamento e sorveglianza che hanno presentato sintomi nei 14 giorno di sorveglianza attiva.

Vi sono stati purtroppo tre decessi, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica: due pazienti di sesso femminile di 85 e 87 anni ed un paziente di sesso maschile di 59 anni; tutti e tre risultavano portatori di altre patologie. Le due signore sono morte nella giornata di venerdì, come scritto dal Corriere di Romagna, mentre l’uomo è deceduto tra sabato e domenica. Si registrano anche tre ulteriori guarigioni cliniche: 2 pazienti di sesso femminile ed un uomo.

Complessivamente i casi in provincia sono dunque 309, confermati alle 12 del 22 marzo, così distribuiti per Comune: 14 residenti al di fuori della provincia di Ravenna; 135 Ravenna; 44 Faenza; 27 Cervia; 25 Lugo; 7 Russi; 9 Alfonsine; 7 Bagnacavallo; 11 Castelbolognese; 7 Conselice; 4 Massa Lombarda; 2 Sant’agata Santerno; 8 Cotignola; 2 Riolo Terme; 2 Fusignano; 3 Solarolo; 1 Brisighella; 1 Casola Valsenio.

“Scostamenti in alto come quello di ieri – dichiara Michele de Pascale sindaco di Ravenna e presidente della Provincia – o in basso come quello di oggi non devono deprimere o entusiasmare perché sono anche frutto di dinamiche organizzative legate allo straordinario lavoro di indagine epidemiologica che sta svolgendo il Dipartimento di Salute Pubblica di Ravenna dell’Ausl della Romagna. Il dato più importante, che ci deve dare fiducia, è il ristretto numero, per ora, di casi di cui non si conosce la ragione del contagio, rispetto invece alla stragrande maggioranza per i quali è noti o altamente probabile. Dobbiamo semplicemente perseverare nelle misure di contenimento, potenziare i servizi sanitari ed essere solidali con quanti stanno continuando a lavorare, con grande sacrificio personale e nell’interesse di tutti”.

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