Una mattina a bordo di Angela II per pescare la cozza selvaggia

Sauro è il comandante di Angela II. È sceso in profondità anche lui per molto tempo, da un paio d’anni guida la barca e sovrintende alle manovre a bordo mentre Stefano, Gigi e Manuele infilano il boccagli, indossano i pesi e si tuffano per arrivare fino alle basi delle piattaforme dell’Eni al largo di Marina di Ravenna. Da fine maggio a ottobre, questo piccolo equipaggio parte dal molo Dalmazia alle 6 di tutte le mattine che il meteo consente di prendere il mare per andare a raccogliere le cozze selvagge che naturalmente si attaccano e crescono ai piloni delle piattaforme per l’estrazione del metano. Sono una delle barche della coop La Romagnola, e ce ne sono altre due, Nuovo Conisub e Ulisse, che fanno lo stesso lavoro. «Il nostro lavoro in realtà nasce 40 anni fa come sub manutentori delle piattaforme in convenzione con l’Eni –racconta Sauro – poi è diventato anche questo. Perché là sotto queste cozze crescono naturalmente e sono buonissime. Ci è voluto tempo, ma ora sono diventate il prodotto di Ravenna che in tanti cercano». E che sarà in Festa da oggi fino a domenica coinvolgendo ristoranti, associazioni, cuochi e pescatori.

Una mattina a bordo

«La piattaforma più vicina è a tre miglia dalla costa, tutte le acque dove raccogliamo sono controllate quindicinalmente dall’Ausl e regolarmente vengono classificate classe A –spiega sauro Alleati mentre guida verso la prima sosta del mattino –. Significa che sono pulitissime, al punto che le cozze possono essere raccolte e vendute, senza stabulazione». Ieri l’obbiettivo dell’equipaggio di Angela II era raccogliere 8 quintali di cozze in un’ora di immersione. «Una volta riempivamo anche metà della barca, adesso ce ne sono meno, ma raccogliamo solo quello che andrà venduto, non c’è bisogno di strafare», dice Gigi De Grandis, braccia e torace coperti di tatuaggi che non hanno a che fare con le mode e un sorriso aperto e gioviale. Quando si tuffano, lui è quello che si attarda di più, oltre a raccogliere cozze scatta foto e gira anche qualche video sotto le onde. Un’ora a dieci metri di profondità, dove la cozza selvaggia prolifera, e poi il carico risale e viene versato a bordo. A quel punto comincia una seconda fase di lavoro che si svolge con ritmi veloci e senza distrazioni. Si apre la rete, le cozze vengono smassate, messe nella pulitrice, insacchettate in reti da 25 chili, ammucchiate ordinatamente. Sauro ha scordato la bottiglia di vino per fare la pausa prima di ripartire e la pausa si accontenta di qualche parola. In particolare per approfondire una cosa buttata lì da Sauro mentre i compagni erano in mare. E cioè che Gigi, che come tutti gli altri tre ama il mare, il vento e la libertà prima di ogni altra cosa, è il figlio di Bepi, il pescatore a cui Fabrizio De Andrè dedicò la celebre canzone. «Sì, Fabrizio De Andrè era amico di mio padre, che era di Chioggia. Veniva a Marina di Ravenna quando suonava in zona perché gli piaceva questo posto e una volta al porto se c’era qualcuno che poteva portarlo in mare. Gli indicarono mio padre –conferma Gigi finito il lavoro duro e che Faber lo ha conosciuto di persona in quelle occasioni–. È andata che si sono stati simpatici, per nessun motivo particolare, così come capita a certe persone che si conoscono. Così quando veniva in zona prima mandava a prendere mio padre per ospitarlo ai suoi concerti e finito di suonare chiacchierare un po’. Poi veniva lui e uscivano in mare. Sono anche morti a poca distanza l’uno dall’altro». Intanto si arriva in porto, è ora di scaricare il raccolto della mattinata. «Le cozze selvagge di Marina di Ravenna sono le migliori, perché decidono loro dove crescere e possono nutrirsi liberamente». Le storie dei marinai che le pescano le rendono ancora più saporite.

La Festa della cozza di Marina di Ravenna, organizzata dalla agenzia Tuttifrutti, parte oggi e arriva fino a domenica prevedendo una molteplicità di appuntamenti anche gastronomici organizzati da diversi soggetti. All’interno del progetto Wilma ovvero Wild mollusc of Adriatic (realizzato da Cifla, Centro per l’innovazione di Fondazione Flaminia), per la delle cozze e delle seppie e in difesa della pesca sostenibile, sono due gli appuntamenti. Domenica 27 giugno ‘Dal mare alla tavola: le opportunità di pesca sostenibile e consumo consapevole delle cozze’, inserita nell’ambito della Festa della Cozza di Marina di Ravenna, sarà l’occasione per far conoscere questi molluschi. In streaming alle 16.30 dal Mercato del Pesce di Marina di Ravenna per poi continuare, sempre in streaming, ma anche in presenza, alle 17.30, al ristorante Velico con lo show cooking degli chef Alessandro Ferrini del ristorante Velico di Marina di Ravenna e Mattia Borroni del ristorante Alexander di Ravenna.

Per parte sua Slow Food invita a domani e domenica all’appuntamento “I cicheti con i peoci”, ore 19 Ristorante Marina Club al Circolo Tennis con i cicheti dei bacari veneziani. Parlerà di questa tradizione veneziana Galdino Zara, la storia di Slow Food nel Veneto e di Slow Food Italia. In collaborazione con lo staff di cucina del “Circolo Aurora Osteria e Cultura” di Ravenna. Andare per Bacari, un’usanza dei veneziani che consiste nella visita di almeno una decina di bacari per bere un’ombra abbinata ai cicheti del locale. Ospite sarà l’oste Galdino che rappresenta è la storia di Slow Food nel Veneto. Fondatore della mitica Osteria la Ragnatela di Scaltenigo che con una cucina di tradizione, di mercato e di ricerca ha fatto felice migliaia di “viandanti” amanti del buon cibo e del buon bere. Il manifesto de “La Ragnatela” era chiaro: buona tavola sì, ma anche sociale con iniziative che sono state spesso scelte di campo, campagne scomode, che tuttavia non hanno ristretto la clientela a un solo pensiero o una parte politica. Info e prenotazioni: 335 375212 maurozanarini@gmail.com.

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