CESENA. Il settore agricolo in Emilia Romagna vive da anni un periodo di crisi.
Nel 2019 nella regione sono 52.809 le imprese attive di “agricoltori, allevatori, attività di caccia e servizi connessi”, in calo del -2,5% rispetto al 2018 e del -20,6% sul 2010. Un dato, quest’ultimo, più critico rispetto alla media nazionale (-14,5%). Una fotografia, quella evidenziata dallo Studio Legale Lacalandra di Milano, specializzato in diritto fallimentare e crisi da sovraindebitamento, su base dati Unioncamere-InfoCamere (Movimprese), che ha portato tanti piccoli imprenditori del settore prima a indebitarsi e successivamente a non riuscire a pagare i debiti, inclusi quelli fiscali.

Cosa possono fare questi imprenditori che si trovano in difficoltà economica?
Un aiuto arriva dalla legge sul Sovraindebitamento (L. 3/2012), che permette a soggetti non fallibili “meritevoli” di ridurre i debiti in base alle proprie capacità economiche. Si tratta di una legge che può aiutare concretamente le imprese emiliano-romagnole del settore agricolo che in anni di difficoltà sono state costrette a dover chiudere.

Aree geografiche più critiche

Tra le province della regione, nel 2019, rispetto al 2010, il calo maggiore è stato registrato a Ferrara (-22,9%; 5.753 imprese attive), Forlì-Cesena (-22,6%; 6.292 imprese), Bologna (-22,6%; 7.977 imprese) e Ravenna (-22,2%; 6.674 imprese). Seguono Reggio Emilia (-20,4%; 5.788 imprese), Rimini (-20,4%; 2.256 imprese), Piacenza (-19,8%; 4.780 imprese), Parma (-17,1%; 5.591 imprese) e Modena (-16,4%; 7.698 imprese). Bologna e Modena sono le città con il numero più alto di imprese del settore sul territorio.

Soluzione

«La Legge sul Sovraidebitamento rappresenta una valida soluzione per chi si trova ad affrontare una situazione di difficoltà economica – commenta l’avvocato Pasquale Lacalandra – L’obiettivo della legge è, infatti, quello di aiutare anche i piccoli imprenditori a superare momenti particolarmente difficili come una congiuntura del mercato negativa non prevedibile. I numeri, però, confermano come questa proceduta sia ancora poco utilizzata. È importante che si faccia una maggiore comunicazione su questo tema, in modo da informare i cittadini dell’esistenza di un’alternativa in grado di aiutarli a risolvere i loro problemi. Ma su questo punto bisogna fare chiarezza. Non è una legge per i “furbi”, bisogna essere meritevoli altrimenti non è possibile accedervi. Inoltre, non bisogna dimenticare che questa procedura risulta vantaggiosa anche per il creditore, poiché, senza la ristrutturazione del debito, correrebbe il rischio di perdere totalmente ogni possibilità di recupero».

Cos’è il sovraindebitamento

È la situazione di squilibrio economico tra i debiti scaduti e il patrimonio del debitore.
Le procedure riguardano i debitori non soggetti al fallimento (consumatori, piccoli imprenditori, lavoratori autonomi in genere, ecc.). Il procedimento per la composizione della crisi da sovraindebitamento permette di rivolgersi al tribunale con una proposta che, se accolta, diventerà vincolante per i creditori, anche se non si prevede il pagamento integrale di tutti i debiti.
Il tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza o la sede principale.

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