Tasso di ozono nell’aria: ecco le zone in Romagna più a rischio

 Con l’estate nel vivo si rifanno i conti con l’ozono, dice Legambiente Emilia-Romagna. Sono 13 le stazioni di monitoraggio, collocate in sei province regionali, che hanno già superato il limite normativo annuale dei 25 giorni di superamento consentiti (rispetto al valore obiettivo di 120 µg/m3 sulla media mobile delle 8 ore) in base all’aggiornamento del 29 luglio. È “un quadro- avvisa l’associazione ambientalista in un report- che dimostra che l’ozono troposferico è ancora troppo presente nell’aria che respiriamo, e che probabilmente non facciamo abbastanza per contrastare la presenza di questo inquinante secondario derivato, la cui causa estiva principale è la mobilità”. In particolare, sono due le situazioni che allarmano: la stazione di parco Montecucco, nel piacentino, con 35 giornate di superamento del limite e picchi fino a 167 µg/m3, e quella ferrarese di Gherardi, che ha registrato 46 giornate di superamento e ha raggiunto picchi fino a 160 µg/m3.

Forlì e Verucchio nel mirino

E c’è la probabilità che, a causa del caldo e del traffico, nei prossimi giorni possano registrarsi altri sforamenti, in particolare alle stazioni di Villa Fulvia, nel ferrarese, attualmente con 22 giornate di superamento della soglia, Cittadella, in provincia di Parma, e Parco della Resistenza (Forlì) al momento con 23 giornate, Gavello (Modena), Via Chiarini (Bologna) e Verucchio (Rimini) con 24 giornate. “Una nota positiva per quest’anno- concede Legambiente- si riscontra nei picchi massimi raggiunti in termini di µg/m3, che si sono attestati finora ai 167 µg/m3, mentre nel 2020 in alcune stazioni le concentrazioni avevano superato la soglia di informazione di 180 µg/m3, definita come il livello oltre il quale sussiste un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione”.

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