RAVENNA – Fino a poco tempo fa noti soprattutto per il servizio negli stadi, nei prossimi mesi gli steward regoleranno la nostra vita in luoghi fino a poco tempo fa impensabili, l’ultimo dei quali è l’ospedale. L’Ausl Romagna sta infatti per organizzare il servizio di circa cento persone che saranno destinate alle strutture sanitarie romagnole. Il loro scopo è innanzitutto quello di regolare gli ingressi e l’accesso agli sportelli, dove già in questi giorni l’afflusso è considerevole. Del resto, con 240mila visite da recuperare, i prossimi mesi della sanità romagnola saranno impegnativi.

Saranno tre in particolare i compiti principali degli steward, oltre a quello di fare sostare gli utenti ad un metro l’uno dall’altro. Il personale dovrà verificare la dotazione e il posizionamento delle mascherine e, eventualmente, dotare chi accede agli ospedali del presidio di protezione, nel caso ne sia sprovvisto. Dovranno inoltre richiedere le motivazioni dell’accesso e fornire il gel alcolico per la pulizia delle mani A questi compiti se ne aggiungono altri a corollario che faranno degli steward i veri custodi delle regole anti Covid nelle strutture sanitarie.

Gli steward infatti dovranno verificare la presenza di accompagnatori, accettata soltanto se il paziente è un minore o un disabile, e il distanziamento sociale tra gli stessi. Per quanto riguarda invece le motivazioni dell’ingresso, lo steward dovrà allontanare chi entra per scopi impropri. Non sarà accettato, ad esempio, l’accesso per la semplice richiesta di informazioni. Anche le prenotazioni saranno accettate soprattutto in via telefonica, tanto che compito di queste nuove figure professionali è quello di comunicare il numero Cuptel a chi entra soltanto a questo scopo. Per i reclami, lo steward fornirà le indicazioni del referente. Dato che saranno sempre più privilegiati i pagamenti elettronici – dove sia necessario pagare il ticket – saranno gli steward a dare supporto nelle zone in cui sono presenti pos e riscuotitori automatici.

Al momento si prevede l’utilizzo di un centinaio di steward in tutta la Romagna anche se il numero sembra destinato a variare in sede di definizione di contratto. L’azienda a cui si è rivolta l’Ausl Romagna, che ha sede a Ravenna ed ha già un importante contratto in essere con l’azienda sanitaria, ha chiesto un corrispettivo di poco più di 16 euro all’ora. In totale si stima una spesa complessiva di 800mila euro per il trimestre e il contratto in caso di necessità potrà essere allungato di altri tre, per la stessa cifra. Si parla quindi di un possibile investimento da 1,6 milioni di euro.

La nuova figura professionale – che di fatto viene introdotta per la prima volta all’interno del sistema sanitario – dovrà naturalmente essere formata. L’azienda sanitaria terrà dei corsi specifici per la prevenzione del rischio infettivo. In ogni ambito territoriale saranno degli infermieri specialisti in rischio infettivo i “docenti” che formeranno questi lavoratori a cui quotidianamente, prima di prendere servizio, sarà misurata la febbre. Se superiore a 37,5 saranno obbligati a rimanere a casa e in caso di sintomi sospetti dovrà avvisare il proprio responsabile per l’immediato rientro al proprio domicilio.

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