Si è avvalso della facoltà di non rispondere di fronte ad accuse pesanti come sequestro di persona e maltrattamenti. Il movente, la gelosia, che l’avrebbe spinto addirittura a pretendere dalla compagna una prova diretta, andando con le mani a verificare eventuali rapporti sessuali intrattenuti con altre persone. Per questo ieri, nel corso dell’udienza di convalida, al 38enne di origine serba arrestato sabato dai carabinieri è stata contestata anche la violenza sessuale. Il giudice per le indagini preliminari Corrado Schiaretti si è riservato al termine delle richieste della procura (titolare del fascicolo il pm Silvia Ziniti) e della difesa (l’avvocato Luca Donelli, sostituito in aula dalla collega Giorgia Montanari). Si aggrava così la posizione dell’uomo, già chiamato a rispondere delle lesioni costate tre settimane di prognosi a una donna italiana, con la quale aveva una relazione. Legata con del filo di ferro a una baracca nei pressi di via Staggi, lasciata fuori al freddo e picchiata anche con un bastone. Almeno tre giorni di sevizie che sarebbero terminate con l’intervento dei carabinieri del nucleo investigativo, i quali, dopo avere liberato e affidato la donna alle cure del 118, hanno iniziato la caccia all’uomo. Nel frattempo lo straniero era però fuggito per i campi. Per questo sabato pomeriggio si è alzato anche l’elicottero dell’Arma. Dopo avere circondato la zona, hanno deciso di appostarsi attendendo che il fuggitivo tornasse in zona. Così è stato. E a quel punto sono scattate le manette.

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