Santa Sofia, Claudio Casadio in “Oreste” al Mentore

I teatri sono luoghi sicuri, e frequentarli ci aiuta anche a non perdere un senso di socialità fortemente compromesso, e da tempo, dalla pandemia. Non fa eccezione il bel teatro Mentore di Santa Sofia dove oggi, 8 gennaio (ore 21), la stagione di Prosa ha finalmente inizio con una nuova produzione di Accademia Perduta/Romagna Teatri in collaborazione con Lucca Comics&Games, uno spettacolo che ha già ottenuto grande favore in tutte le piazze che ha toccato. Anche al Teatro Due di Roma infatti L’Oreste. Quando i morti uccidono i vivi di Francesco Niccolini, con Claudio Casadio diretto da Giuseppe Marini, ha convinto pubblico e critica: per la storia, certo, che si svela a poco a poco, mentre le musiche originali di Paolo Coletta e il disegno delle luci di Michele Lavanga sono a loro volta elementi narrativi su una scena colorata dai disegni tracciati da Oreste, adulto-bambino, in trent’anni di permanenza in una stanza dell’Istituto psichiatrico dell’Osservanza di Imola. Ora, però, grazie alla Legge Basaglia, l’uomo può finalmente uscire, cercare i suoi cari, il padre, la fidanzata Mariù, e iniziare una vita…normale?

È una storia di destini, quindi, di famiglie, di affetti, e inoltre di tradimenti e di morte. Ma l’interesse e il fascino dello spettacolo stanno anche altrove: L’Oreste infatti è teatro e “graphic novel” grazie ai disegni e alle animazioni di Andrea Bruno e di Imaginarium Creative Studio. L’uomo è solo, nella stanza dell’ospedale psichiatrico e lungo la strada che dovrebbe portarlo verso la libertà ma che lo terrorizza. Ma in realtà, insieme a lui ci sono la sorella e il compagno di stanza Ermes, il dottore e l’infermiere che lo accompagna rappresentati dai disegni di Andrea Bruno, creazioni di una mente che si rifugia in qualche luogo dove il ricordo e il dolore non possono toccarla.

Oreste parla, discute, ricorda insieme ai fumetti animati che gli si muovono intorno, gli fanno domande ed elaborano progetti insieme a lui. I sogni dell’Oreste, i suoi desideri e gli errori di una vita senza svolte possibili trasformano la scenografia in un caleidoscopio di presenze, animato dalle tecniche del “Graphic Novel Theater”: si svolge così un impossibile viaggio tra Imola e la Luna attraverso la tenerezza disperata di un uomo abbandonato da bambino, e che non si è più ritrovato.

“Riavvolgere il nastro” per fare andare le cose diversamente, è possibile solo in un modo: che Oreste trova e svela alla fine della pièce. Biglietto: 20 euro.

Info: 349 9503847
teatromentore@gmail.com.

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