San Marino, per il caso Cis irricevibile l’istanza di Grandoni

SAN MARINO. Si è regolarmente insediata martedì pomeriggio la Commissione d’Inchiesta sul caso Cis. A ritardarne l’iter è stata, infatti, l’istanza di ricusazione rivolta dall’ingegner Marino Grandoni, ex patron dell’istituto di credito e attuale titolare effettivo di Banca Partner, a sette su dodici Commissari, ravvisando conflitti di interesse e motivi di incompatibilità. Grandoni, spiega un servizio di Rtv, si riferisce per lo più ad interventi pubblici fatti dai sette consiglieri citati nel documento i quali, a suo dire, avrebbero espresso posizioni pregiudiziali nei confronti del Cis. Inoltre per due commissari in particolare si indicano, in un caso, un legame d’affari e, nell’altro, l’esistenza di sms che dimostrano contiguità e rapporti d’amicizia con l’imprenditore. Nell’esposto compare anche la richiesta verifica della legittimità costituzionale della Legge istitutiva della Commissione stessa e di alcuni articoli del Regolamento Consiliare.

Istanza che però l’Ufficio di Presidenza, convocato dai Capi di Stato, ha dichiarato irricevibile in toto, «confermando univocamente, nell’occasione la piena legittimità dell’iter seguito dal Consiglio Grande e Generale per le decisioni e l’adozione degli atti citati nell’istanza medesima, decisioni e atti assunti nell’ambito dei poteri e delle attribuzioni che la legge conferisce all’Aula e nel pieno rispetto delle norme che ne disciplinano l’attività e le competenze». «Nessuna intenzione da parte mia di bloccare i lavori della Commissione, come qualcuno ha insinuato – dichiara intanto Marino Grandoni a Rtv – anzi, sono il primo a volere che l’attività dell’organismo faccia chiarezza sulla storia del settore bancario di questi anni. L’esposto è l’azione legittima di un privato cittadino preoccupato di essere giudicato da consiglieri che non sembrano essere idonei ai principi di imparzialità».

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