San Marino, abbattuti 21 pini alla rotatoria di Murata

Mar 6 Agosto 2019 | Redazione Web


San Marino, abbattuti 21 pini alla rotatoria di Murata

Thu 22 August 2019 | Redazione Web

SAN MARINO. Il Titano perde altre 21 piante. Sono state infatti abbattuti ieri 21 esemplari di pini marittimi per lasciare spazio alla costruzione della rotatoria di Murata. Si diceva che l’abbattimento delle piante fosse programmato per oggi, «invece stamane ci siamo trovati come sempre di fronte al fatto compiuto: uno scempio ambientale con costi esorbitanti», denunciano le associazioni “Porta del paese” e “Micologica”.
Le due associazioni si dicono «attonite» rispetto alle politiche ambientali e territoriali che risultano essere «in totale controtendenza rispetto sia alle condizioni climatiche del Pianeta sia alla condizione economica in cui verte la Repubblica». Nella stessa zona soltanto qualche mese fa erano state abbattute le alberature più possenti; quest’ultima azione arriva «dopo aver visto deturpata architettonicamente e paesaggisticamente» Via Paolo Terzo, «una delle vie più rappresentative della riqualificazione della Capitale negli anni ‘30, manifesto della trasformazione di San Marino in Città Stato che entrava nella modernità».


Abbattere alberi già adulti è, secondo le associazioni, «il peggior metodo per affrontare il cambiamento climatico e l’aumento di CO2», dal momento che non basta piantarne di nuovi, «il più delle volte lontani dal luogo originario», perché per avere la stessa superficie arborea di una pianta adulta «ci vorranno decenni». Secondo l’associazione Porta del paese e l’associazione micologica «affrontare interventi urbanistici in ambito cittadino dovrebbe tenere conto della salvaguardia del verde esistente importante per la mitigazione ambientale, l’ossigenazione, l’ombreggiatura, l’assorbimento degli inquinanti e polveri sottili, la stabilizzazione dei suoli». In conclusione, invece che essere abbattute, «le alberature oggi dovrebbero essere potenziate per gli innumerevoli benefici alla nostra salute e qualità di vita». In chiusura, le due associazioni lasciano la parola ai cittadini, «abusati nella loro sensibilità e impotenti di fronte a scelte incoerenti imposte con arroganza».

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