Saludecio. Uccide barbaramente il suo cane e chiama in Comune

Saludecio. Uccide barbaramente il suo cane e chiama in Comune

Uccide il cane perché gli costa troppo mantenerlo. E probabilmente ne avrebbe ammazzato anche un altro di sua proprietà se non fossero intervenuti i carabinieri di Saludecio per impedirglielo. «Piuttosto che pagare cinquecento euro per restituirlo al canile, lo ammazzo», aveva annunciato con una telefonata al Comune di Saludecio. Con l’accusa di uccisione e maltrattamento di animali i militari hanno denunciato a piede libero un 66enne falegname di Morciano di Romagna. L’uomo non è nuovo a episodi di crudeltà nei confronti degli animali. Due anni fa, infatti, secondo l’accusa, uccise la faina che insediava il suo pollaio con del topicida e e poi impiccò l’esemplare all’ulivo della rotonda davanti alla chiesa, in località Santa Maria del Monte nel territorio comunale di Saludecio. Un episodio inquietante anche per via della scritta che campeggiava sulla carcassa. «Il prossimo avrà due gambe». L’uomo non è arrivato a tanto, nel frattempo la questura aveva già provveduto al sequestro dei suoi fucili da caccia, ma è tornato a sfogare la sua rabbia contro i cani che aveva allevato e fatto crescere. Qualche giorno fa è andato a riprendersi al canile uno dei cani che gli era sfuggito. Appena hanno cercato di riaffidarglielo lui lo ha preso a calci.
La riconsegna non si è completata e sono intervenuti i carabinieri forestali (è scattata una prima denuncia). A quel punto però i militari della stazione di Saludecio, informati dell’episodio e memori della telefonata di protesta fatta dall’uomo in Comune, sono voluti andare a fondo per capire che fine avesse fatto l’altro cane di proprietà del falegname, Shelly, una femmina “springer spaniel” dell’età di sette anni.
I carabinieri gli hanno fatto visita nella sua proprietà e lui non l’ha fatta troppo lunga: ha afferrato un badile e lo ha gettato verso un prato dove nei giorni scorsi l’ha sepolta.
Si è risaliti alla data precisa grazie al fatto che il 31 gennaio l’aveva portata dal veterinario, in preda a degli spasmi, dicendo che a Shelly si era spezzato un dente. La ragione del sangue in bocca, invece, era un’altra: «avvelenamento», a detta dello stesso veterinario. Una fine atroce. I carabinieri, a sostegno dell’ipotesi dell’accusa, hanno trovato e sequestrato del topicida in una rimessa del morcianese che si è chiuso in un ostinato silenzio.

Argomenti:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *