Cinque mesi di reclusione. È la pena, al termine della requisitoria, richiesta dalla Procura per un turista calabrese, oggi 66enne e residente in Francia, accusato di tentata violenza sessuale su una stagista napoletana all’epoca dei fatti 18enne e in servizio in un hotel di Miramare.
In aula, durante l’ultima udienza, era presente anche la ragazza, non costituitasi parte civile nel procedimento e accompagnata coattivamente nel palazzo di giustizia dai carabinieri di Napoli. Assente, invece, l’imputato, difeso dall’avvocato Giulio Varone del foro di Palmi.
Il collegio penale, presieduto dalla giudice Adriana Cosenza e a latere dai magistrati Luca Gessaroli ed Elisa Giallombardo, ha poi aggiornato l’udienza a inizio dicembre per le repliche e la lettura della sentenza.
L’episodio contestato risale a fine maggio 2022 quando l’uomo, come ogni anno, si trovava in vacanza insieme ad un gruppo di turisti in un hotel di Miramare, gestito da un albergatore proprietario di almeno un’altra struttura nella zona. In quell’occasione, avrebbe conosciuto la giovane, studentessa di un Istituto alberghiero campano, arrivata in Riviera per uno stage come barista nell’albergo. Secondo quanto emerso dalle indagini, dopo alcuni apprezzamenti e tentativi di approccio (con frasi come “sei molto bella” e “mettiti più scollata che stai meglio”) l’uomo non avrebbe perso tempo e una sera, terminato il servizio, le avrebbe addirittura chiesto di potersi appartare da solo con lei nella sua camera per ascoltare della musica.
Al rifiuto della ragazza, il turista però non si diede per vinto e pretese spiegazioni. Così la mattina seguente, sorpresa mentre si trovava da sola nel corridoio e approfittando del momento, si sarebbe introdotto repentinamente nella sua stanza chiudendo la porta a chiave. Qui, contro la sua volontà, avrebbe tentato di baciarla sulla bocca, riuscendo però soltanto a sfiorarle la guancia prima di essere respinto e uscire spontaneamente dalla camera.
Subito dopo l’accaduto, la giovane, che come detto all’epoca aveva compiuto 18 anni da pochi mesi, prima raccontò tutto al proprietario dell’albergo e poi decise di sporgere denuncia ai carabinieri, avviando così l’inchiesta culminata nel processo giunto ormai alle sue fasi conclusive.