Rimini, ritorno in classe da incubo: mancano i prof

Vacanze di super lavoro natalizio e rientro in classe con organizzazione in stile sudoku per i dirigenti scolastici dei vari istituti della provincia, impegnati in una riorganizzazione dell’attività a dir poco problematica ed enigmatica fra docenti e alunni positivi, classi in quarantena e personale non vaccinato in odore di sospensione. Un trend generalizzato, come emerge da una panoramica dei vari plessi che parte dal liceo scientifico Serpieri. «Abbiamo già ricevuto richieste per la didattica a distanza da 140 alunni fra positività e isolamenti e da ieri notte il telefono continua a squillare continuamente» rivela il preside Francesco Tafuro, spiegando: «In moltissime classi abbiamo adottato la didattica mista e non avendo ancora sostituti a sufficienza per tutti i docenti a casa (non ne mancano tantissimi, ma due-tre posizioni sono scoperte) abbiamo provveduto e stiamo provvedendo, modulando l’orario delle lezioni con uscite anticipate e ingressi posticipati. Si lavora alla giornata, con tutta la difficoltà e i vantaggi della messaggistica istantanea».

Da un liceo cittadino all’altro, ecco invece Christian Montanari dell’Einstein: «Siamo tornati decimati, ma siamo riusciti a ripartire. Fra gli insegnanti registriamo un 10% di assenze, che abbiano comunque coperto, fra gli alunni si arriva al 20% non in classe e abbiamo modulato ingressi e uscite per garantire tutte le lezioni in presenza attivando contemporaneamente una didattica mista. Siamo riusciti a organizzarci per questi primi giorni e speriamo di continuare a farlo al meglio. Per quanto riguarda invece le possibili sospensioni del personale non vaccinati, fatto salvo il fatto che siamo ancora nei tempi utili per far avere la documentazione necessaria, i casi si contano sulle dita di una mano e vi faremo fronte».

Daniela Massimiliani è invece responsabile di ben due plessi, l’Itc Rino Molari di Santarcangelo e l’Einaudi a Viserba. «Parlare di ripartenza complicata è dire poco. Stiamo affrontando tutti i problemi legati all’assenza dei docenti e del personale e parliamo di qualcosa come 260 persone con una percentuale di mancanza dal lavoro fra il 20 e il 25%: stiamo quindi adoperandoci con le supplenze, mentre per quanto riguarda gli alunni la situazione la si capirà bene solamente lunedì, perché magari oggi qualcuno ha fatto semplicemente ponte e dalla prossima settimana avremo il quadro reale legato al Covid» esordisce, entrando quindi nel merito: «Qualche sospensione di docenti non vaccinati ci sarà come in tutta Italia e provvederemo anche su questo, ma ci sono anche diversi positivizzati che nel frattempo si sono regolarizzati con la guarigione. Stiamo istruendo le varie situazioni e provvedendo alle sostituzioni, ma sta diventando un grande problema anche questo perché iniziano a scarseggiare anche gli insegnanti (vengono infatti chiamati per supplenze brevi che possono finire dall’oggi al domani) e in certe discipline è molto problematico trovarne».

Una difficoltà, quest’ultima, che evidenzia anche la preside dell’Alberti Franca Berardi: «Abbiamo molte positività fra i docenti e il personale Ata, cui si aggiunge qualche non vaccinato che non prenderà servizio. Non molti per la verità, ma abbastanza per causare difficoltà organizzative che si sommano tutte in una volta nel momento di apice dei contagi: anche se i numeri non sono stratosferici il fatto che si combinino vari aspetti (positività, quarantene e sospensioni) rende tutto più complicato, anche perché i nostri insegnanti sono tecnici, professionisti già difficili da trovare in condizioni normali, figurarsi di questi tempi».

Per fortuna l’altra faccia della medaglia è invece nettamente migliore, anche se è forse un po’ prematuro dirlo con certezza. «Siamo stati invece piuttosto fortunati con gli alunni: in periodo natalizio avevamo una sola classe in quarantena e non stanno arrivando particolari comunicazioni, anche se scopriremo come stanno veramente le cose solo lunedì quando riprenderanno le lezioni. Dall’Ausl alle famiglie alla scuola, siamo purtroppo tutti in affanno e avremmo certamente gradito che questi 15 giorni fossero stati sfruttati per agevolare la didattica a distanza: siamo infatti molto provati, avevamo tentato anche di prendere qualche giorno di ferie, ma abbiamo dovuto lavorato praticamente tutti i giorni per organizzare il ritorno in classe».

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