Rimini. “Io, insegnante precaria nel tunnel di un concorso pieno di errori”

«Concorso scuola, quesiti errati allo scritto: retrocessi 30 docenti in Emilia Romagna, oltre 200 in tutta Italia. Avevano tutti superato la prima prova». Un’altra bufera si addensa sul concorso ordinario, emanato ad aprile 2020, per immettere nuovi insegnanti in ruolo nella scuola secondaria.

L’insegnante riminese Ivana Rambaldi

La vicenda

A segnalare la goccia che fa traboccare il vaso è la 46enne riminese, Ivana Rambaldi, docente precaria da tre anni che, dopo una vita sui libri, vanta uno sterminato curriculum. Spiega la prof: «A 10 giorni dall’orale, dopo oltre 2 mesi passati a studiare, anche 8 ore al giorno, il Ministero dell’Istruzione si è degnato di comunicarmi che ha sbagliato la correzione di una domanda dello scritto e, quindi, risulto retrocessa e non più ammessa all’orale. Tradotto: l’errore lo fanno loro ma il danno è il mio. E contestualizza: «Dopo gli intoppi per la pandemia e il cambio di governo, gli esami scritti si sono svolti a Cento, in provincia di Ferrara, il 29 aprile scorso». In Emilia Romagna si sono messi in gioco «oltre 220 aspiranti sui circa 2800 della penisola». Nel dettaglio la prova era articolata in 50 domande a risposta multipla con due punti previsti per ogni soluzione giusta. Per essere traghettato all’esame orale servivano almeno 70 punti, che la docente raggiunge, continuando a studiare per la seconda prova. «Con almeno 70 punti all’orale si consegue l’abilitazione, -chiarisce – mentre chi passa con il punteggio più alto entrambi gli step ottiene il ruolo». Intanto i primi 45 che hanno passato lo scritto, sapendo già a fine prova l’esito, dovevano affrontare l’orale ieri. «Peccato che a 10 giorni dall’esame sia arrivata la doccia fredda: sulla chat aperta con i colleghi è arrivata la notizia che stavano ricalcolando i punteggi, – riferisce Rambaldi -. Così il 30 giugno ho scoperto da sola, guardando sul sito ministeriale che il mio punteggio era passato da 70 a 68, senza alcuna comunicazione fino alla mail dell’8 luglio». In Lombardia è andata anche peggio, afferma la prof, «chi ha sostenuto e superato l’orale ora dovrà fare un ricorso individuale pagando almeno 5mila euro».

Il quesito

La domanda sotto la lente recitava: “Nel sistema dualististico (anziché dualistico)chi nomina il revisore esterno?”. Rambaldi spiega che «in economia non esiste “il revisore esterno”, bensì “chi si occupa della revisione”. Comunque la risposta, all’inizio ritenuta corretta dal sistema, era “il revisore di sorveglianza”, ora invece la correzione dello sbaglio dovuto, sostengono dal Ministero, al calcolatore elettronico sarebbe “l’assemblea dei soci”. Un’altra imprecisione, ribadisce invece la docente, visto che la dicitura esatta è “assemblea ordinaria dei soci”». Perciò arriva al punto: «La domanda era fuorviante, mal posta e carica di errori».

I sommersi e i salvati

Ora mentre una trentina di docenti risultano bocciati, altri 11 verranno ripescati ma senza sapere la data dell’orale.

Un’altra incoerenza? «In tutta Italia le prove scritte sono state due, con la divisione degli esaminandi in due fasce in base alla lettera del cognome, – denuncia – anziché quella unitaria prevista, inoltre il test della mattina era molto più semplice di quello del pomeriggio».

Ricorsi a go go

Intanto sono già partiti ricorsi al Tar del Lazio e i retrocessi ne faranno uno collettivo. «Nella classe di Meccanica su 50 domande cinque erano sbagliate», tuona Rambaldi evidenziando che «in centinaia hanno studiato sacrificandosi per anni. Noi prof non riceviamo mai un feedback dell’impegno: sempre ad annaspare per sopravvivere. Siamo solo dei numeri per il Ministero – incalza – ma dietro ai nomi ci sono delle vite e delle famiglie. È una situazione che sminuisce a livello psicologico tutti. Nessuna certezza, forse se ne riparlerà a settembre ed è probabile un altro anno di precariato senza abilitazione. Tutto da capo come la tela di Penelope».

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