Rimini capitale della cultura, Oriana Maroni dice sì

«Se Rimini merita di essere capitale italiana della cultura? Ma certo che sì!» risponde entusiasta Oriana Maroni, direttrice responsabile della Biblioteca Gambalunga di Rimini, decisamente favorevole alla possibilità di un riconoscimento che potrebbe portare alla città grandi opportunità. Rimini «può, se vuole, candidarsi per diventare capitale italiana della cultura nel 2024» come ha proposto di recente Giorgio Tonelli, caporedattore Rai Tgr, aggiungendo: «Però bisogna crederci, tutti insieme: amministratori, operatori turistici, albergatori, commercianti».

Oriana Maroni non solo ci crede, ma è convinta che Rimini abbia tutte le carte per vincere.

Maroni, cosa pensa dell’eventuale candidatura di Rimini a capitale italiana della cultura 2024?

«Naturalmente sì, ritengo che Rimini abbia dimostrato in questi anni di essere una città molto attenta alla cultura, mi pare che abbia fatto un cambiamento notevole in questi anni. Cultura non è soltanto quella delle accademie e delle istituzioni ma si deve intendere anche come vita delle persone nelle città. E questa città ha dato una lettura molto attenta della cultura nelle sue diverse dimensioni, dalla vita comunitaria alla dimensione urbana e architettonica. Credo che sia veramente una grande opportunità e grande occasione, la svolta sarà riempire di nuovi contenuti i luoghi della cultura che sono stati creati».

Rimini ha i mezzi per ambire a questo riconoscimento?

«I “contenitori” e le istituzioni ci sono. E soprattutto nella nostra città ci sono le intelligenze, le capacità creative in tutte le fasce d’età, che si sono espresse negli ultimi anni in maniera estremamente elevata. Io credo nell’investimento sulle nuove forme di creatività».

Non solo Rimini è stata una città all’avanguardia per tanti aspetti, ma possiede anche importanti istituzioni culturali.

«Rimini ha inventato nuovi linguaggi, ha dimostrato di saper inventare modi innovativi di fare e di produrre cultura. Soprattutto, ha saputo coniugare il pop con l’alta cultura».

Sarebbe anche un’opportunità di rinnovamento per alcune attività culturali?

«Ci sono luoghi e istituzioni che attendono un vero e proprio rinascimento, tra questi sicuramente la Biblioteca Gambalunga. Potrebbe essere fatto quel grosso intervento di ampliamento e riorganizzazione degli spazi già ipotizzato nei primi anni Duemila. Sarà l’occasione di concepire la biblioteca come luogo culturale a tutti gli effetti. È necessaria inoltre un’alleanza fra l’ambiente e la cultura. Un’idea di sostenibilità delle istituzioni, intendendo la sostenibilità non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista culturale e sociale. Credo che in questo senso sia importante investire nelle istituzioni quali la biblioteca e i musei. Nella nostra città c’è stato un grande investimento sulla dimensione urbana, fondamentale per la convivenza civile; c’è stato un intervento sul turismo che negli ultimi anni ha avuto una curvatura a favore della cultura e del territorio, è stato fatto moltissimo e ha dato ottimi risultati. Rimini meriterebbe senza dubbio un riconoscimento di questo tipo. E ha tutte le capacità per farcela».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui