Riciclo e riuso, partono a Rimini i progetti didattici di Esplora

Parlare di sostenibilità e sociale, a Rimini, è possibile. È grazie alle esperienze comuni dell’associazione Esplora e del San Marino Green Festival che partirà un laboratorio sul riciclo e sul riuso creativo a partire da quelle cose scartate e avviate alla discarica. Si punta a realizzare, una volta superata l’emergenza Covid-19, una mostra, oltre a dare una nuova opportunità ai ragazzi con disabilità, per finanziare l’associazione e le nuove avventure escursionistiche del gruppo. Esplora, infatti, si occupa di sostenere persone con handicap fisici e mentali. L’associazione è stata fondata negli anni Ottanta a Santa Giustina e oggi ha sede in un piccolo edificio a pochi metri dalla ferrovia. La parola d’ordine ad Esplora è il riuso. È qui, infatti, che ci sono lavori collettivi fatti con rami, foglie, fiori e bacche, altri con materiali di recupero fino ad arrivare ad una serie di stampe ottenute per impressione su carta utilizzando colori e elementi vegetali. Fra tutti, lo skyline di una sorta di “città che sale” fatta di tante piccole case realizzate con scatole di cartone che avevano contenuto scarpe, pasta, fiammiferi, liquori. Il compito per ogni ragazzo è quello di rappresentare i luoghi che avrebbero voluto abitare, spazi dell’anima, con tante finestre ma con altrettante protezioni. Il riciclo parte anche dagli oggetti del mondo dello sport, con la stessa insegna all’ingresso fatta da vecchia tavola da surf, vecchi sci diventati appendiabiti. «È appassionante vedere come ci sia una grande voglia creativa attorno al riciclo e il loro lavoro è alla base di imprese straordinarie, come andare fino a Roma in tandem o al santuario francescano della Verna a piedi o ancora, ad aver sfidato le onde dell’Oceano Atlantico in surf – spiega Gabriele Geminiani, patron del Green festival – La dimensione sociale del progetto si espande nella condivisione delle attività con atleti delle società sportive del territorio, coetanei delle scuole riminesi, scout».

I ragazzi di Esplora hanno tra i 18 e i 26 anni. «L’intenzione è quella di aiutare a infondere nella comunità le tematiche green – aggiunge Geminiani – Per questo vogliamo passare attraverso un progetto dal profondo scopo sociale per testimoniare, ancora una volta, come la Romagna sia un laboratorio sperimentale di sostenibilità».

La pandemia di Covid-19 ha fatto pigiare l’acceleratore sui consumi della mobilità privata, soprattutto nelle Regioni del Nord Italia. È un nuovo studio, contenuto nell’Indagine nazionale promossa dalla Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile, a confermare queste previsioni. Secondo il lavoro, legato alla mobilità casa-università al tempo del Covid, con dati raccolti ed elaborati dall’Università del Salento, sono proprio le Regioni settentrionali a pagarne il maggior prezzo. Qui, area dove l’uso dell’automobile era proporzionalmente più basso per trasporti più capillari e frequenti, la quota che userà il mezzo privato si incrementerà di più. In uno scenario di ridotto rischio sanitario, la domanda verso il trasporto pubblico si ridurrebbe di “solo” il 4%. In uno scenario più pessimistico, invece, arriverebbe fino al 10%. In entrambi i casi, il mezzo che si sceglierebbe in sostituzione del trasporto pubblico sarebbe l’auto privata e in misura più marginale la mobilità attiva, dunque le lunghe passeggiate, il monopattino o la bicicletta. Nel lavoro sono state intervistate 881 persone (tra studenti, docenti e personale degli atenei italiani), in rappresentanza degli 85.000 dell’intero comparto. Secondo i ricercatori, coloro che si recavano in Università a piedi e in bicicletta continuerà a farlo.

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