Riccione. Abuso edilizio, archiviata inchiesta contro la sindaca

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rimini ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura della Repubblica dell’indagine per abuso d’ufficio finalizzato all’abuso edilizio a carico del sindaco Renata Tosi e i suoi familiari. 

L’amministrazione spiega che “sulla base dell’indagine condotta dal sostituto procuratore “non vi erano elementi per desumere una responsabilità” né un’influenza sull’iter amministrativo da parte del sindaco. Il Gip accogliendo la richiesta della Procura ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico del sindaco di Riccione”. 

La sindaca Renata Tosi commenta così la notizia: “Ho sempre avuto fiducia nell’operato della magistratura che con un lavoro scrupoloso ha chiarito una volta per tutte questa vicenda. Non è stato un caso giudiziario, è stato un caso politico fin dalle prime mosse. Le mosse di un’opposizione che priva di argomenti politici, di visione strategica per la città, di progetti per far progredire la comunità riccionese, attaccò me, animata unicamente da livore e rancore personale verso il sindaco in carica in quel momento. Un modo di fare politica che non appartiene a questa maggioranza né all’amministrazione, e che nulla ha a che fare con la politica intesa invece come responsabilità. Ecco, per me la politica è responsabilità delle azioni intraprese, sempre con l’intento di essere utili alla comunità. E’ responsabilità delle denunce fatte e delle parole dette. Se c’è una cosa che in questi anni sta distruggendo la sinistra e chi le sta vicino in certe campagne di potere, sono gli attacchi su piani diversi da quelli politici. Gli attacchi personali, le denunce strumentali che si fanno più cattive e pressanti quando più si perdono le poltrone. Oggi nel Paese stiamo assistendo proprio a questo, mi riferisco a tutto ciò che sta accadendo dalle dimissioni di Nicola Zingaretti in poi. Non pensiamo neanche per un secondo che siano questioni romane, quelle del balletto delle poltrone. Eh no! Sono le medesime che si trovano nei consigli comunali delle città di provincia. Quando il linguaggio della politica è stanco, quando i temi politici e quindi i progetti per la città non ci sono e non si ha la capacità di rinnovarsi e superarsi, allora si attacca l’avversario e la sua famiglia, con altro. Con tutto quello che si ha a disposizione. Copione visto. Copione che però è vecchio come la mentalità di chi lo mette in scena. Oggi tiro un sospiro di sollievo per una vicenda che oltre a coinvolgere me aveva coinvolto anche i miei cari che avevano la sola colpa di avere un familiare sindaco. Spero vivamente che i tempi in cui la minoranza si faceva trasportare dal solo livore personale siano passati e archiviati, per il bene della nostra città”.  

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