Riccione 1922. Con il libro di Masini partono le celebrazioni

Riccione. Riccione 1922. La conquista del Municipio è il libro di Manlio Masini scritto e dedicato al Centenario di Riccione. A presentare il volume domenica 3 aprile alle ore 17.30 al Palazzo del Turismo, saranno l’autore in dialogo con Alessandra Battarra, assessore con delega al Centenario del Comune di Riccione nell’ambito della cornice di eventi La Riccionese – Conversazioni e Contemplazioni. Il libro, edito da Panozzo, racconta le vicissitudini della borgata di Riccione nel 1922, anno del suo distacco da Rimini e le peripezie che dovette incontrare per diventare Comune autonomo. La separazione dal capoluogo non fu un semplice atto burocratico condiviso dalle parti ma una vera e propria ribellione. E il volume la racconta con una ricostruzione ricca di notizie, nominativi e aneddoti della quotidianità in una narrazione di storia locale documentata da un accesso diretto alle fonti.  Il libro dello scrittore e studioso di storia locale Manlio Masini, è il primo di una serie di pubblicazioni che l’amministrazione ha deciso di dedicare ad autori, storie e personaggi della comunità riccionese. Un percorso di appuntamenti frutto di un progetto editoriale in cui verranno narrati e svelati tantissimi aspetti della storia e della cultura di Riccione, anche legati alla quotidianità dei suoi abitanti.  

“Questo saggio -spiega Manlio Masini – alla stregua di un diario ripercorre gli accadimenti di quell’annata che segnarono una svolta decisiva nella storia di Riccione. Dodici mesi ricostruiti scrupolosamente attraverso le cronache dei giornali dell’epoca, con particolare riferimento a Germinal (socialista), La Riviera Romagnola (indipendente), La Riscossa (repubblicano), L’Ausa (cattolico), Lotta di classe (comunista) e La penna fascista (fascista),periodici reperibili presso le biblioteche Gambalunga di Rimini e Archiginnasio e Universitaria di Bologna. L’obiettivo che ci siamo posti nello stendere queste righe – che ci consentono di togliere tutte le ragnatele che si sono depositate sulla memoria storica degli avvenimenti che caratterizzarono i dodici mesi del 1922 – è di cogliere e trasmettere, senza pregiudizi e reticenze, lo spirito del tempo nella sua integrità e freschezza”.  


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