Ravenna, si masturba in treno, ma per il giudice non è reato

Sul treno del mattino, di fronte a una studentessa che stava andando a scuola, si è calato i pantaloni e si è masturbato. Ma il disgusto provato dalla giovane (e da chi fra gli altri viaggiatori presenti in quel momento sul convoglio abbia eventualmente assistito alla scena) non è reato.È quanto ha stabilito ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare Andrea Galanti, che ha disposto il non luogo a procedere nei confronti di Davide Catapano, 38enne di Cesenatico, finito nei guai per quell’atto di libido manifestato il 21 settembre 2020 sulla tratta ferroviaria che collega Ravenna a Cervia. Nessun reato, ma semmai una violazione di tipo amministrativo, tanto che il giudice ha restituito gli atti alla Procura per procedere all’eventuale sanzione amministrativa.

Da poco maggiorenne

A giocare un ruolo fondamentale nella vicenda processuale è il fattore tempo. Pur frequentando ancora le scuole superiori, infatti, la ragazza era diventata maggiorenne da appena un mese. Una circostanza sufficiente a evitare la circostanza aggravante della presenza di minori al momento dei fatti. Un aspetto sul quale si è invece battuto il sostituto procuratore Stefano Stargiotti, chiedendo il rinvio a giudizio del 38enne. Stessa linea del difensore della ragazza – costituitasi parte civile con l’avvocato Giorgio Vantaggiato – sostenendo che a quell’ora sulla carrozza potessero essere presenti anche altri studenti, e insistendo nel considerare il convoglio un luogo pubblico abitualmente frequentato da minorenni. Sul fronte opposto il legale dell’imputato – tutelato dall’avvocato Marco Gramiacci (sostituito ieri dal collega Simone Balzani) -, che ha ricondotto l’episodio a un caso sì di atti osceni, ma punibile con la “sola” sanzione amministrativa. Una linea, questa, accolta dal gup, e che ora, pur risparmiando il processo, potrebbe condurlo verso una pena pecuniaria che arriva fino a 30mila euro.

Il pestaggio per la mascherina

E dire che in quei mesi Catapano si è fatto notare più di una volta sulla stessa tratta ferroviaria. Nemmeno un mese dopo, l’8 ottobre, è stato arrestato per avere pestato un passeggero che lo aveva invitato a indossare la mascherina, all’epoca obbligatoria secondo quanto disposto dalle normative per fronteggiare la pandemia. Sceso in stazione, aveva preso a pugni in faccia lo sconosciuto procurandogli 22 giorni di prognosi, per poi essere rintracciato dai carabinieri di Cervia-Milano Marittima con ancora la maglia sporca di sangue. Infine, ottenuti i domiciliari, era finito nuovamente in carcere per evasione, dopo essere stato sorpreso dai militari rincasare in bicicletta.

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