Ravenna, perse 442 imprese Iscrizioni al registro al minimo storico

Gio 8 Agosto 2019 | Redazione Web


Ravenna, perse 442 imprese Iscrizioni al registro al minimo storico

Sun 25 August 2019 | Redazione Web

RAVENNA. In un anno si sono perse 442 imprese, e i numeri sarebbero ancora peggiori se non ci fosse la crescita degli imprenditori stranieri. Nel desolante panorama tracciato dalla Camera di commercio, la percentuale di imprese straniere, in provincia di Ravenna, sul totale è in crescita continua e ha raggiunto, al 30 giugno scorso, l’11,8%.
Gli stranieri aprono
Nel Registro delle Imprese di Ravenna sono registrate 4.580 attività straniere: 78 in più rispetto alla stessa data dello scorso anno (+1,7%). Appartengono prevalentemente al settore delle costruzioni dove, con 1.727 unità, rappresentano il 37,7% del totale; segue il commercio con 1.464 (32%) e il turismo con 376 unità (8,2%). Rispetto al 30 giugno 2018, sono in crescita tutti i settori: in testa: l’edilizia con +27 imprese (+1,6%); a seguire, +18 imprese dei servizi alla persona (+9,9%), +16 dei servizi professionali (+7,1%), + 11 attività industriali (+4,9%).
La débâcle
La vitalità degli stranieri solleva in parte la pessima performance complessiva: al 30 giugno 2019 le imprese registrate in provincia sono risultate 38.777, cioè 442 in meno rispetto alla stessa data dell’anno passato. «In un anno – segnala il report dell’ente camerale – sono state contabilizzate 1.980 nuove iscrizioni, a fronte di 2.222 cancellazioni volontarie e di 192 cancellazioni d’ufficio (cioè amministrative), determinando perciò il saldo netto col segno meno. Il risultato negativo è dato dall’aumento delle cessazioni volontarie e dal fenomeno, ancora più preoccupante, del calo delle iscrizioni, che raggiungono il nuovo minimo storico».


Peggio nella media regionale
Il tasso di variazione rimane negativo, pari a -0,62%; a metà del 2019 non si intravede un’inversione di tendenza. Il territorio ravennate fa peggio del resto della regione, la cui media si assesta a -0,35%.
Nel Ravennate la forma giuridica delle imprese mostra un peso crescente delle società di capitale grazie alle quali il modello si fa più strutturato: +1,6% (in termini relativi) grazie a un aumento di 127 unità. Risultano in flessione le altre tipologie giuridiche: -305 le società di persone (-3,5%), -252 le ditte individuali (-1,2%), -8 le cooperative (-1,4%).
I settori
Altro capitolo importante riguarda i settori produttivi. Rispetto al 30 giugno 2018, i settori che vedono un incremento delle imprese registrate sono quelli dei servizi alla persona (+39 unità, +1,3%), dei servizi alle imprese (+49, +1%) e il comparto creditizio e assicurativo (+3 e +0,4%). In flessione gli altri settori, in particolare il commercio e l’agricoltura. Il settore più sofferente nell’ultimo trimestre è quello del commercio, che perde 143 esercizi (-1,7%); le attività agricole si riducono di 125 unità (-1,8% in termini relativi). Seguono le costruzioni (-74 unità, -1,3%), l’industria (-70 unità, -2,1%) il comparto del trasporto e magazzinaggio (-45, -3,4%) ed infine le attività turistiche, con -44 unità e -1,3%.


Meglio l’ultimo trimestre
Dalla Camera di commercio non giungono solo dati negativi. «Prendendo in considerazione l’andamento del solo secondo trimestre del 2019 – commentano dall’ente – si rilevano valutazioni più confortanti: in provincia il saldo tra iscrizioni e cessazioni, sempre al netto delle cessazioni di ufficio, è risultato infatti positivo. Le iscrizioni superano le cessazioni di 170 unità; il saldo della nati-mortalità è quindi positivo ed è il più elevato dal secondo trimestre del 2017».

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